Sanità, i malati di Sla sul piede di guerra

PERUGIA – I malati di Sla sulle barricate contro la Regione”. A sollevare il caso è Fortunato Bianconi, coordinatore regionale di Aisla, l’associazione di riferimento per chi soffre di sclerosi laterale amitrofica. I malati in Umbria sono 80, 40 solo nel capoluogo. La struttura che dovrebbe seguire i malati è il Centro regionale Sla di Perugia, che però, come sostiene Bianconi, non riesce a seguirli. Servirebbe un’equipe medica multisciplinare e punti di riferimento che la struttura invece non ha.

E’ un problema anche la disomogeneità tra Asl, ogni distretto infatti si comporta autonomamente non tenendo conto della normativa regionale in materia. Spesso non c’è nessuna integrazione tra ospedale e Asl e il malato gestisce i problemi nel proprio domicilio.

C’era un tavolo tecnico ma Bianconi denuncia il fatto che non sia stato riattivato, nonostante le sue ripetute sollecitazioni. Il presidente dell’associazione chiede dunque l’attivazione concreta, non solo formale, di un Centro in grado di dare risposte adeguate, specie nelle fasi più avanzate e critiche della malattia”.

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