Spoleto, Eleonora Abbagnato interpreta Maria Callas

SPOLETO – Eleonora Abbagnato, étoile dell’Opéra di Parigi nonché direttrice del Ballo dell’Opera di Roma, fa ritorno al Festival di Spoleto e sarà la protagonista, al Teatro Romano, il primo e il 2 luglio 2017, di uno spettacolo di danza dedicato a Maria Callas, di cui ricorre il 40/o anniversario della morte. E’ una produzione Daniele Cipriani Entertainment.

Ballerini francesi e italiani partecipano a questo spettacolo dedicato al grande soprano che intrecciò il proprio destino all’Italia e, negli ultimi anni, alla capitale francese: dall’Opéra di Parigi arriveranno l’étoile Benjamin Pech e il primo ballerino Audric Bézard; insieme a loro, un cast di sedici ballerini italiani tra cui i primi ballerini del Teatro dell’Opera di Roma, Rebecca Bianchi e Claudio Cocino.
Nel programma brilla Tosca, un lavoro del coreografo francese Julien Lestel sulle celebri note pucciniane, in cui si sente la voce della Callas in una registrazione del 1965 diretta da Georges Pretre. Qui Eleonora Abbagnato, nei panni dell’attrice che fu uno dei cavalli di battaglia della cantante greca, sfodera una passionalità squisitamente mediterranea che la accomuna, nel sentire, alla “Divina”. Non come ballerina, bensì – ed inaspettatamente – quale coreografa, Eleonora Abbagnato legherà il suo nome ad un altro brano che è, nell’immaginario collettivo, sinonimo di Maria Callas: è infatti sua la creazione Un bel dì vedremo, celeberrima aria tratta dalla Madama Butterfly di Giacomo Puccini. + questa la grande novità dello spettacolo che vede, pertanto, il debutto assoluto di Abbagnato coreografa. Gli interpreti: un duo franco-italiano formato da Audric Bezard e Rebecca Bianchi.

“Sono orgogliosa e fiera di poter dedicare questa serata spoletina a Maria Callas”, commenta in una nota Eleonora Abbagnato. “Anche se per ragioni anagrafiche non ho potuto conoscere direttamente la Callas – spiega – l’ho sempre sentita vicina a me e alla mia sensibilità. Probabilmente la comune origine mediterranea, senza dimenticare la presenza greca in Sicilia, hanno fatto di lei una sorta di guida spirituale, pur in un’arte diversa dalla mia, ma comunque sempre legata al teatro”.

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