Spoleto, scontro Bellina – Pd sul tribunale. Bececco: “Ecco perché l’accordo non è un inciucio”

SPOLETO – Botta e risposta tra Emilia Bellina, ex presidente del Tribunale di Spoleto e moglie di De Augustinis, e il Partito democratico, con il tribunale sull’argomento. “Come è noto ho lasciato alcuni mesi fa la presidenza del tribunale di Spoleto, ufficio che mi è sempre stato caro e nel quale ho lavorato per la maggior parte dei miei 41 anni di servizio. Durante questo tempo- dice – i miei numerosi interventi a difesa del tribunale e delle istituzioni sono sempre stati di natura squisitamente tecnica; io stessa ho criticato colleghi e magistrati che intervenivano nel dibattito politico, ritenendo che non fosse quello il nostro ruolo. Oggi che sono in pensione, però, sento il dovere di intervenire nell’attuale contesa elettorale per ricordare a tutti – a coloro che per ragioni anagrafiche allora non se ne occuparono e a tutti quelli che hanno la memoria corta – che allorché l’esistenza del Tribunale è stata in gravissimo pericolo, fra coloro che auspicavano la soppressione, in prima linea, c’era la Presidenza della Regione. Ricorderete ancora le voci di parlamentari vari che tuonavano contro il nostro Tribunale ‘avete vinto la battaglia, perderete la guerra’. Esperti di internet non avranno difficoltà a trovarle. Oggi il Ministero della Giustizia è tuttora – notoriamente – a favore della riduzione dei tribunali; la candidata sindaco Laureti è fortemente sponsorizzata dalla Presidenza della Regione: quale posizione prenderà in relazione al tribunale? Sarà libera di schierarsi a difesa del tribunale e dei diritti di Spoleto? Chi reagirà a un nuovo attacco, con l’avvocato Benedetti Valentini, massimo difensore del tribunale come anche gli avversari politici gli riconoscono, per ora fuori dalle stanze del potere, se Umberto De Augustinis dovesse essere indebolito da una sconfitta elettorale? All’epoca De Augustinis era Vice capo dell’ufficio legislativo e, successivamente, Vicesegretario generale della Presidenza del Consiglio, e il ruolo di De Augustinis a difesa del tribunale, per chi lo ignorasse, è stato fondamentale. Chiunque potrà averne contezza, informandosi presso il Consiglio dell’Ordine, e presso coloro che allora hanno vissuto questa violentissima battaglia. Il tribunale porta vitalità e lavoro alla città, ai professionisti, ai commercianti; richiede massiccia presenza delle forze dell’ordine, è collegato all’ufficio dell’Agenzia delle entrate: possiamo permetterci di metterlo a rischio? Potrà la candidata sponsorizzata da Perugia opporre un’efficace resistenza? Ho dato i migliori anni della mia vita a quest’Ufficio. Spero di non vederlo distrutto”.

Ribattono Walter Verini e Nadia Ginetti, rispettivamente parlamentari nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato. “Che cosa non si fa a Spoleto per prendere un voto in più! E per prenderlo alterando la verità – dicono – perdipiù con metodi discutibili e scorretti, tanto più gravi quando a praticarli è addirittura un magistrato in pensione come la dottoressa Bellina. Ancora più gravi quando questi metodi sono usati per far prendere quel voto in più ad un candidato sindaco al ballottaggio che – per pura coincidenza – è marito del magistrato in pensione (anche lui- ahimé – magistrato in carica )che fa campagna elettorale!   Non è solo un problema di conflitto di interessi legato a elementari motivi di opportunità: è proprio una scorrettezza grave, che merita repliche nette, soprattutto da parte di chi, come noi, ha lavorato in questi anni nelle Commissioni Giustizia di Camera e Senato. La riforma della geografia giudiziaria venne fatta per cercare di razionalizzare gli uffici giudiziari. Vennero chiusi decine di tribunali e 220 sezioni distaccate. Furono scelte difficili e dolorose (in Umbria vennero chiusi il Tribunale di Orvieto e diverse sezioni distaccate), ma il Pd, a tutti i livelli, non fece demagogia e campanilismo, contrariamente alle forze che sostengono De Augustinis. La riforma salvaguardò i Tribunali di Perugia, Terni e Spoleto. Esponenti della Destra come Benedetti Valentini, lavorarono per introdurre la cosiddetta “regola del 3″, una regola del tutto aleatoria: se un Governo o un Parlamento, un domani, togliessero questa regola, il futuro del Tribunale di Spoleto sarebbe compromesso. Fu una furbata fatta nottetempo, accorpando territori senza il minimo coinvolgimento (ricordiamo le proteste nel folignate, nella Media Valle del Tevere, degli stessi vertici giudiziari della regione), mettendo a grave rischio la posizione di Spoleto, che si trovò in una situazione di forte isolamento”.

“Il Pd e le istituzioni umbre – proseguono Verini e Ginetti –  non condividendo questi metodi clandestini, difesero la realtà di Spoleto non per la fallace “regola del 3”, ma per le potenzialità degli uffici giudiziari spoletini, per la possibilità di allargare il bacino – ma di farlo con i metodi della partecipazione e del coinvolginento e non dei maldestri
colpi di mano.  In questi anni il Pd a tutti i livelli (Governo, Parlamento, Regione, Consiglio Comunale) ha lavorato e sostenuto con serietà e non con la propaganda, concretamente gli sforzi per l’adeguamento di personale giudiziario e amministrativo degli uffici giudiziari e di quello di Spoleto in particolare. Questo sforzo è stato più volte sostenuto dai nostri parlamentari e ufficializzato anche con la visita del sottosegretario alla Giustizia Ferri, oggi deputato del Pd. Respingiamo al mittente, quindi, le incredibili accuse contenute nell’incredibile lettera della moglie di De Augustinis. Ci aspetteremmo l’ammissione di questo gravissimo infortunio. Se non arriverà, come temiamo, vuol proprio dire che l’avversario al ballottaggio deve avere proprio raschiato il fondo di argomenti e contenuti, mettendo panni da “furbetti del Tribunale”.  Siamo ancora più convinti, infine, che una persona come Camilla Laureti, profondamente legata alla comunità spoletina, sia la  più adatta – per capacità, energia, visione – a difendere davvero, da Sindaco,  gli interessi non solo del Tribunale e degli Uffici giudiziari, ma quelli di tutta la città di Spoleto e del suo futuro”.
E poi c’è l’intervento della Bececco, che si difende dopo l’accordo con Camilla Laureti. “Forse è bene quindi spiegare quale sia la differenza tra un inciucio, o accordo segreto che dir si voglia, ed un apparentamento, perché la differenza tra le due cose è abissale – dice una nota –  Un inciucio si attua con un’intesa su determinati benefici personali, in genere posti di tipo apicale in cambio di un intervento verso i propri elettori per indirizzarli a votare il candidato che ha promesso questi benefici. In questo caso, qualora quest’ultimo vinca, se tiene fede alla sua parola concederà i posti promessi, con i consiglieri delle liste che lo hanno appoggiato che però rimarranno formalmente all’opposizione, senza poter incidere nell’azione di governo. Un apparentamento è invece una procedura tecnica che fa sì che un candidato sindaco si presenti al ballottaggio con le nuove liste che l’appoggiano esposte pubblicamente nella scheda elettorale.Un accordo completamente alla luce del sole che prevede anche delle conseguenze completamente diverse. In caso di vittoria di quel candidato sindaco, infatti, i consiglieri delle liste che hanno optato per l’apparentamento entrano direttamente nella coalizione di maggioranza. Questo cosa vuol dire? Nel caso specifico vorrebbe dire che se prima quella maggioranza sarebbe stata formata da 15 consiglieri delle liste che appoggiavano Camilla Laureti, ora in caso di sua vittoria quella stessa maggioranza sarebbe formata invece solo da 9 consiglieri delle originarie liste in appoggio e da 6 consiglieri di Spoleto Popolare e Alleanza Civica. Le conseguenze sono talmente chiare che mi sembra non andrebbero nemmeno spiegate, se si considera che ogni atto per essere votato deve avere una maggioranza di almeno 13 voti favorevoli. Chiariti gli aspetti tecnico-politici, a questo punto si può parlare anche di cosa significhino le parole tradimento o incoerenza. Se infatti in campagna elettorale ci siamo proposti in alternativa alle altre forze in lizza e contro un ritorno del Pd alla guida della città, l’effetto dell’apparentamento è esattamente quello di rimanere all’interno dell’Amministrazione comunale con una forza tale da avere pari dignità dell’altra compagine di maggioranza. Ci rendiamo conto che, qualora gli elettori premiassero questa nostra scelta, si tratterebbe di una novità assoluta. Questa, infatti, per Spoleto è un’operazione sconosciuta, per l’incapacità che di solito si ha nel superare steccati mentali nell’ottica di una visione più ampia. Si è trattato di un’operazione molto coraggiosa, sia da parte nostra che da parte di chi l’ha accettata, ritenendo di poter utilmente collaborare insieme. Ci auguriamo che tutto questo il 24 giugno sia compreso dagli elettori di buon senso”.

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