Spoleto, in tanti alla Festa della vita, in cattedrale arrivano i nati del 2014

SPOLETO – (Simona Del Bello) – Un inno alla vita!!! Si è  svolta come ormai tradizione la manifestazione: “festa della vita”, che ha come protagonisti tutti i bambini nati nel 2014, presso l’ospedale San Matteo degli Infermi. Nella cattedrale della città di Spoleto, accolti da  Monsignor Renato  Boccardo, Arcivescovo della diocesi Spoleto – Norcia, si sono ritrovati i piccoli nati nel 2014, accompagnati dai rispettivi genitori.  Addirittura all’evento, dedicato da anni ai più piccoli, hanno partecipato anche le mamme e o papà di Perugia e Assisi, che hanno deciso di dare alla luce i propri figli nel nosocomio spoletino.

Una Chiesa, quella del Duomo, gremita, con tantissime carrozzine e passeggini, che componevano una cornice di speranza, gioia e allegria. Proprio Monsignor Boccardo durante la sua omelia, ha ricordato ai neo genitori, che i figli vanno educati e seguiti nella crescita, in ogni aspetto della loro vita. Nulla si deve lasciare al caso, da quello religioso a quello delle amicizie, i bambini vanno sempre presi per mano e accompagnati dall’amore materno e paterno. A fare gli onori di casa oltre al vescovo, anche il primario del reparto di ostetricia e ginecologia, dott. Damiani e il sindaco di Spoleto, Cardarelli.

Non potevano mancare anche alcune ostetriche,  come Carla Erbaioli,  Valeria Benedetti, Francesca Lucidi e l’ostetrica del consultorio Barbara Alfieri. Addirittura quest’anno non è  stata allestita  neanche la nursery,  perché  come ha detto Papa Francesco si può  allattare liberamente  in Chiesa. Le foto dei 500 neonati sono state attaccate a 4 olivi, segno di speranza e di pace,  adornati, con altrettanti fiocchi rosa e celesti, tanti quante le immagine dei piccoli nati. Al termine della Messa, dopo le foto di rito, dove ogni genitore ha cercato quella del proprio figlio da immortalare come ricordo di questa giornata della vita, tutti si sono recati fuori, per lanciare in aria altrettanti palloncini, 500, rosa e celesti. I primi sono stati lasciati proprio dal Vescovo e dal Sindaco.

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