Spoleto, tremano i clienti della ragazza disabile: rischiano l’incriminazione per violenza carnale

SPOLETO – I Carabinieri hanno i loro nomi, molti spoletini. Tremano i circa 80 clienti che hanno intrattenuto rapporti sessuali con la ragazza disabile di appena 26 anni costretta a prostituirsi dal padre . In manette sono finiti uno spoletino di 47 anni e un giovane di nazionalita’ rumena, residente a Spoleto, di 32 anni. Il primo e’ il padre della ragazza disabile , il secondo il giovane di cui la 26enne si era infatuata.

Entrambi sono stati arrestati con l’ accusa di induzione e sfruttamento della prostituzione, aggravati dalle condizioni psichiche della ragazza, e per violenza sessuale aggravata. Ordinanza di arresto ai domiciliari anche per un albergatore spoletino di 51 anni : a lui viene contestato il favoreggiamento perche quando nel suo hotel alle porte della citta’ si svolgevano le prestazioni sessuali lui chiudeva un occhio e non registrava, come prevede la legge, la presenza della ragazza.

“Ti caccio di casa” , diceva il padre alla figlia quando capiva che incontrava uomini procurati dal 32enne rumeno di cui si era infatuata.”Ti lascio” , minacciava l’ amico quando vedeva che la ragazza andava agli incontri programmati dal padre. Per entrambi quella 26enne disabile era diventata fonte di facili guadagni. Ora pero’ l’ attenzione dei Carabinieri si concentra su gli 80 clienti, gia’ identificati. Nomi e cognomi , con tanto di numero telefonico, gia’ in possesso degli investigatori. Per loro si profila una accusa pesante: violenza carnale. Si tratta di professionisti, pensionati, camionisti e operai. Molti spoletini, altri provenienti da Terni, Foligno, Todi, Bastia. Un cliente addirittura dalla Lombardia. Gli incontri avvenivano in macchina, nell’ albergo alle porte della citta’ altre volte in abitazioni. Gli sfruttatori davano appuntamento ai clienti alla stazione o in zona ospedale, da li venivano indirizzati nel luogo dove ad aspettare c’ era la povera ragazza. Una storia terribile ancora tutta da scoprire.

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