lunedì 22 gennaio 2018 - aggiornato alle ore 19:12        

Terni, al via uno studio innovativo sul diabete. Al Santa Maria finanziamento da un milione di dollari

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TERNI – All’ospedale Santa Maria di Terni sta per partire uno studio clinico randomizzato, senza precedenti al mondo, per la cura del diabete mellito di tipo 2 attraverso la chirurgia bariatrica mininvasiva, che può configurarsi come una efficace alternativa alle terapie mediche tradizionali e che potrebbe rivoluzionare la terapia del diabete mellito di tipo 2 e modificare definitivamente la storia naturale di questa malattia pandemica, ad oggi ancora incurabile. Allo studio, coordinato dal direttore del Dipartimento di Chirurgia dell’Apparato Digerente e di Gastroenterologia Amilcare Parisi, partecipa anche la struttura di Diabetologia diretta dal dottor Giuseppe Fatati e la struttura di Diabetologia dell’ospedale Sandro Pertini di Roma diretta dal professor Sergio Leotta. Si tratta di uno studio no profit finanziato, per circa un milione di dollari, unicamente per il supporto delle spese per la conduzione della ricerca senza fini di lucro.

L’intervento chirurgico mininvasivo alla base dello studio è una procedura già abitualmente utilizzata nell’ambito della chirurgia dell’obesità (o bariatrica) che ha già dimostrato efficacia nel miglioramento del controllo della glicemia (livelli di zucchero nel sangue) in pazienti obesi diabetici di tipo 2, e che sarà eseguita in pazienti obesi (con un indice di massa corporea compreso tra 30 e 42 Kg/m2) con un diabete di nuova diagnosi (entro 8 mesi dalla diagnosi) e che non hanno ancora sviluppato complicanze del diabete a qualsiasi stadio e quindi in una fase molto precoce della malattia diabetica.

“Questo rappresenta sicuramente un approccio innovativo e mai sperimentato per la cura del diabete – spiegano gli ideatori del progetto, i dottori Amilcare Parisi, Stefano Trastulli e Jacopo Desiderio – che ha la potenzialità di modificare radicalmente l’algoritmo terapeutico di questa malattia, ipotizzando l’utilizzo della chirurgia bariatrica come terapia di prima linea per la cura del diabete mellito tipo 2”.

L’intervento chirurgico mininvasivo alla base dello studio è tra i più sicuri nel campo della chirurgia dell’obesità e che richiede solo 3 o 4 giorni di ricovero in ospedale. Oggi viene già utilizzato con l’intento di migliorare il diabete tipo 2 in pazienti obesi, ma viene preso in considerazione solo come ‘ultima spiaggia’, dopo il fallimento delle terapie mediche convenzionali (dieta, esercizio fisico e farmaci ipoglicemizzanti orali ed insulina) e viene quindi abitualmente eseguita dopo molti anni dalla diagnosi del diabete, quando i pazienti hanno spesso già sviluppato complicanze della malattia diabetica, e quando la capacità del pancreas di produrre insulina è già irreversibilmente compromessa e, quindi, anche gli effetti benefici della chirurgia bariatrica sul metabolismo degli zuccheri, sebbene promettenti, risultano limitati e non rendono spesso possibile una vera e duratura remissione del diabete tipo 2 (definita come raggiungimento del controllo glicemico in assenza di terapia medica ipoglicemizzante).

L’ipotesi dei ricercatori, guidati dal dottor Amilcare Parisi, dal dottor Giuseppe Fatati e dal professor Sergio Leotta, e sostenuta anche da recenti evidenze scientifiche, è che l’esecuzione precoce (a pochi mesi dalla diagnosi) della chirurgia bariatrica in pazienti obesi possa curare efficacemente il diabete mellito tipo 2 e quantomeno causarne una remissione più duratura nel tempo, con il risultato di prevenire le sue complicanze disastrose anche senza la necessità di assumere farmaci antidiabetici. Ciò è anche legato al fatto che nelle fasi precoci della malattia diabetica è ancora possibile recuperare e stimolare, tramite gli effetti metabolico-ormonali indotti da interventi chirurgici come la sleeve gastrectomy laparoscopica, la produzione e secrezione di insulina pancreatica che nei pazienti diabetici si deteriora progressivamente nel tempo fino ad esaurirsi completamente, indipendentemente dalla cure mediche farmacologiche ad oggi disponibili.

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