Terni, chiusura dell’ufficio postale di Collestatte: sit-in dei residenti

TERNI – Gli abitanti di Collestatte sono sul piede di guerra contro la chiusura dell’ufficio postale. Lo sportello del centro abitato della Valnerina è tra gli undici che dal 7 settembre dovrebbero chiudere le saracinesche secondo il piano di tagli delle Poste. I residenti della zona, però, non ci stanno e questa mattina si sono ritrovati davanti all’ufficio per manifestare la propria contrarietà a questa ipotesi. Gli abitanti fanno notare come nel giro di pochi anni Collestatte abbia perso servizi e attività commerciali e che rischia di diventare un centro fantasma o un borgo dormitorio. L’altra questione è di carattere pratico: nel paese vivono tanti anziani e per loro un’operazione semplice ma fondamentale come la riscossione della pensione, con l’ufficio postale chiuso, potrebbe tradursi in un disagio enorme, costretti a spostarsi – nel migliore dei casi, con mezzi propri – spesso con gli autobus negli sportelli postali dei centri vicini che distano comunque chilometri. Per questi motivi i residenti hanno avviato una raccolta fondi per sostenere le spese di un’azione legale che vorrebbero intraprendere a sostegno del ricorso al Tar del Comune di Terni.
Oggi, infatti, la giunta comunale ha approvato la decisione di ricorrere al Tar dell’Umbria da parte del Comune di Terni contro le determinazioni di Poste Italiane inerenti la chiusura dell’ufficio postale di Collestatte, nell’ambito di una riorganizzazione che interessa anche altri uffici umbri. La decisione segue un atto di indirizzo approvato in tal senso dal consiglio comunale lo scorso luglio che impegnava sindaco e giunta a proporre il ricorso e che prevedeva la valutazione di un’azione unitaria con la Regione e con gli altri comuni umbri e italiani coinvolti nella vicenda della soppressione di alcuni sportelli di Poste italiane. La decisione della chiusura dell’ufficio sito in Collestatte 104, rappresenta per l’Amministrazione Comunale di Terni una violazione dei parametri normativi e regolamentari e degli obblighi connessi all’espletamento del servizio pubblico che provocherebbe notevoli e comprovati disagi alla popolazione residente.
Dopo aver acquisito il parere da parte dell’Anci, al fine della validità di un’azione giudiziale, i comuni umbri interessati hanno deciso di rivolgersi a uno studio legale di Perugia. La spesa spettante al comune di Terni per il ricorso è di millecinquecentosettanta euro.

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