giovedì 14 dicembre 2017 - aggiornato alle ore 23:43        

Terni, la direzione Pd si spacca: quattro pardiniani non votano il documento proposto Ritenuto poco realistico e troppo "angelico"

Bandiera-PD-Partito-Democratico

TERNI – Direzione movimentata lunedì sera al Partito democratico ternano. Direzione contraddistinta da un “colpo di sonno” di quattro cosiddetti “pardiniani” che, a tarda ora, se ne sono andati senza votare il documento della maggioranza. Pennoni, Di Francesco, Vagaggini e Cecera, quattro del gruppo vicino al chirurgo Alessandro Pardini  hanno ascoltato il dibattito ma hanno deciso di non partecipare alla votazione finale. Un dibattito che sarebbe stato poco unitario e troppo poco caratterizzato da autocritica e seria analisi di quanto accaduto finora.

E’ stato evidentemente considerato troppo poco analitico, mancante di una realistica analisi. Troppo un “coretto angelico” e poco realistico. Il documento ritiene “positive le iniziative poste in essere dall’amministrazione comunale, quali la firma del Piano periferie con il presidente Gentiloni per riqualificare alcune aree della città e il percorso dell’Area di crisi complessa con la Regione dell’Umbria, ed ha chiesto in via prioritaria di consolidare e terminare gli altri investimenti strategici per la nostra città, in particolare la realizzazione del palasport e gli interventi previsti in Agenda urbana per la digitalizzazione del centro città”.

Sui debiti, “ereditati da gestioni precedenti”, il documento dem specifica che “si è scelto di percorrere l’unica strada, con responsabilità e trasparenza amministrativa, di ricorrere ad un piano pluriennale di riequilibrio finanziario per mettere in sicurezza la situazione economica dell’ente”. Il Pd chiede quindi la massima velocità nell’adozione dei provvedimenti previsti e di andare avanti, laddove necessario, all’integrazione del piano.

 

 

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