Terni, l’Istituto Briccialdi pensa alla Fondazione Carit

TERNI – Il presidente dell’Istituto Briccialdi, Vincenzo Bisconti, chiama in causa la Fondazione Carit. A pochi giorni di distanza dalla bocciatura da parte della giunta comunale del rinnovo della convenzione tra i due enti e la conseguente chiusura dell’istituto musicale, il presidente non rimane seduto.

«Abbiamo preparato un piano – dice Vincenzo Bisconti – che abbiamo già presentato alla Fondazione Carit per iniziare un percorso virtuoso che permetta alla scuola di adempiere ancor meglio al suo ruolo, che è quello di formare musicisti di livello superiore. Dovrà essere un istituto di eccellenza – dice Bisconti – che non avrà più il Comune come unico sostenitore, ma che potrà contare su investitori istituzionali forti, come la Fondazione Carit, ma anche su altri partner privati ed a tutti dovrà essere garantita la possibilità di entrare nella gestione e di potere contare sulla possibilità di verificare la bontà della gestione dell’istituto, chi mette i soldi è giusto che pretenda risultati e una gestione corretta.

Anche perché il Briccialdi – ha detto ancora Bisconti – sta facendo da tempo la sua parte con grande impegno: ha fatto di più con meno, ristrutturando le proprie attività a fronte di un taglio dei trasferimenti comunali di un milione di euro di euro in due anni».

Sul piatto ci sono 500 mila euro che la Fondazione Carit dovrebbe investire ogni anno.

Il presidente Luigi Carlini è pronto a muoversi: «Uno sforzo che comunque – dice Carlini – va nella direzione del mio programma, abbiamo deciso di abbandonare la politica dei contributi a pioggia per concentrarci su operazioni di elevato spessore, come quella che potremmo fare con il Briccialdi».

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