Terni, scontro legale senza fine sul bar Pazzaglia. Federighi torna alla carica

TERNI – Battaglia legale senza fine per Pazzaglia. Il tribunale di Terni prima di Natale ha dichiarato il fallimento per la ditta individuale di Stefano Amici che fino a qualche tempo fa ha gestito la storica pasticceria che nel frattempo è passata a un’altra società in cui sono coinvolti i figli dello stesso Stefano Amici. Il giudice ha accolto l’istanza di una nota azienda di caffè prima di Natale ma al momento è difficile ipotizzare che cosa accadrà al bar di Corso Tacito. Il contenzioso era stato avviato da Raffaello Federighi nell’estate 2013. Federighi aveva accusato Amici di non avere rilasciato il locale, dopo averlo pagato, mentre quest’ultimo si è sempre difeso asserendo di averci ripensato perché il prezzo pattuito era troppo basso e per una serie di questioni procedurali.
Secondo la ricostruzione di Federighi, c’era un accordo per rilevare, non l’azienda fortemente indebitata, ma marchio, attrezzature e suppellettili. L’intesa prevedeva – sempre a detta di Federighi – un versamento da parte sua di 25mila euro, un impegno per altri 150 mila euro per la messa a norma del locale e la nomina di Stefano Amici a responsabile delle vendite. Federighi avrebbe anche firmato un contratto di locazione con i proprietari dell’immobile per subentrare nell’affitto, poi Amici avrebbe cambiato idea. Da qui è partita la battaglia legale. Dopo la dichiarazione di fallimento della ditta individuale di Amici, assistito dall’avvocato Manlio Morcella, Federighi, a sua volta assistito dall’avvocato Garcea, si rivolgerà al curatore fallimentare per una soluzione e considera “eccepibile” il passaggio del caffè dalla ditta individuale di Stefano Amici a quella attuale.

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