Terni, truffa ai danni di malati gravi. Al telefono: “Soldi a palate se il farmaco non da problemi”

TERNI – De Silvestri: “Se il farmaco non dovesse dare problemi e riusciamo a metterlo in commercio, sai che faremo miliardi a palate?”

E ancora: “Noi dobbiamo dimostrare la validità del farmaco non del protocollo (terapeutico, ndr). Il grande affare è questo mica altro!” Annalisa Grasso risponde: “Ma poi non ti possono contestare il fatto che hai fatto altre cose oltre al farmaco?”. De Silvestri risponde: “Chi lo dimostra? Abbiamo fatto solo un massaggio”.

Le intercettazioni telefoniche – secondo gli inquirenti – inchioderebbero i sei arrestati martedì per truffa ai danni di persone malate.

Ecco come funzionava – secondo l’accusa – l’intera organizzazione del centro clinico.

Edoardo Romani – ingegnere biomedico – attraverso una fitta campagna pubblicitaria online diffondeva il fasullo protocollo terapeutico “7toStand”. Un aiutante del centro estetico addetto al numero verde, fissava tutti gli appuntamenti. L’avvocato Fabrizio De Silvestri – dottore e deus ex machina del protocollo secondo gli inquirenti – e Pierluigi Proietti, difesi oggi dall’avvocato Marco Gabriele, procedevano alla visita del paziente e convincevano la vittima dell’inefficacia della terapia seguita fino a quel momento.

Giovanni Petrini – titolare di una farmacia di Rieti – confezionava il cocktail di farmaci che vendeva poi al malato. Infine Annalisa Grasso – fisioterapista e compagna dell’avvocato reatino – eseguiva le sedute di fisioterapia.

L’accusa schiacciante mossa dalla Procura nei confronti dei sei recita: “Si associavano stabilmente a delinquere tra loro, attraverso una precisa organizzazione di mezzi, suddivisione dei ruoli, e distribuzione degli utili. Il tutto allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti contro il patrimonio, e contro l’incolumità pubblica”.

I pazienti malati di sclerosi multipla, artrite reumatoide e morbo di Parkinson, erano costretti a versare ingenti somme di denaro per ricevere un “protocollo terapeutico” di cure ideato dai 6 arrestati.

La disperazione dei malati capaci di spendere qualsiasi somma pur di tornare a camminare, avrebbe portato – secondo gli inquirenti – un incasso enorme per la società: in 45 giorni si poteva contare sui 2.000 ed i 4.000 euro a paziente.

I pazienti ricevevano anche farmaci – antibiotici, antimicotici, antistaminici – per periodi più o meno prolungati durante la cura.

Nelle carte si legge di una signora, malata di sclerosi multipla, che con “artifizi e raggiri è stata accolta nel centro estetico “Forme di Bellezza” (sede della finta clinica) e le è stato proposto il protocollo terapeutico di invenzione dei sei, Seven to Stand.

Alla base del programma di cura un mix di farmaci per 45 giorni, una dieta alimentare, ed esercizi di fisioterapia per tornare a camminare nel giro di 7 settimane.

Lo stesso iter è stato svolto – secondo gli inquirenti – su circa 200 malati gravi.

 

Terni, 6 professionisti della clinica “Seven to Stand” in manette per truffa ai danni di circa 230 malati di sclerosi multipla e morbo di Parkinson. Circa 4.000 euro a paziente in tasca

 

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