Terremoto, a Preci inagibile sala consiliare, 80 posti letto per sfollati

PRECI – “La buona ricostruzione fatta dopo il sisma del ’97 ci ha salvati”. Ne è convinto il sindaco di Preci, Pietro Bellini, due giorni dopo il grave terremoto tra Lazio, marche e Umbria che ha fatto oltre 240 vittime e distrutto intere comunità. “Abbiamo subito alcuni danni – dice Umbria Domani in un attimo di pausa tra un sopralluogo e un altro per la gestione dell’emergenza – ma la città ha tenuto bene. Ci sono stati problemi solo per edifici non gravemente lesionati nel ’97 e quindi solo ristrutturati all’epoca. Le strutture interamente ricostruito non hanno subito alcun danno, segno che abbiamo fatto bene. Sono in corso verifiche su tutto il patrimonio edilizio e risulta inagibile solo la sala del Consiglio Comunale. Ha subito danni l’ufficio del medico e l’abbiamo trasferito in un centro di aggregazione giovanile. Qualche danno, in corso di verifica, agli uffici comunali distaccati e a qualche abitazione privata.”.

“In attesa che vengano compiuti tutti i sopralluoghi necessari – continua il sindaco – abbiamo allestito circa 80 posti letto, di cui una quarantina presso centri Caritas, 20 nel centro di aggregazione giovanile della città, 12 nel centro della protezione civile. Abbiamo montato tende in alcune frazioni come Belforte, Collazzoni e Todiano e utilizzato container del sisma del ’97. Oggi stiamo distribuendo tende in altre frazioni in modo tale che tutti i cittadini hanno un posto sicuro in cui stare. Molti comunque, finite le dovute verifiche per la sicurezza, rientreranno presto nelle loro case”.

E le persone come hanno reagito? “Purtroppo – dice Bellini – la gente da noi è abituata, questa è la terza grave crisi sismica che subiamo, dal ’79 in poi. Ma la psicosi del terremoto resta sempre. La cosa più toccante è stata però la drammatica fuga dei tanti turisti presenti a Preci, Già alle 4 del 24 agosto, mezz’ora dopo la prima scossa la gente era con le valigie in mano per scappare dal terremoto, è stato un fatto barbaro per noi. Abbiamo fatto tanto per riqualificare il paese e promuoverlo, eravamo da poco stati nominati tra i borghi più belli d’Italia e avevamo centinaia di ospiti, poi all’improvviso tutti se ne vanno. Li capiamo perché il terremoto fa paura, ma è stato brutta anche la sensazione dell’abbandono totale”.

Il sindaco Bellini, attraverso Umbria Domani, lancia anche un messaggio alle popolazioni più colpite dal sisma: “Coraggio, la ferita delle vittime è impossibile da rimarginare ma si deve ripartire. Non fatelo da soli, la vicinanza delle istituzioni, dei volontari è fondamentale. Lavorate con serietà nella ricostruzione, a noi ha salvato questo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.