Terremoto, in Consiglio dei ministri il decreto bis: appalti più snelli e zone franche in arrivo Aumentano i tecnici a disposizione delle Regioni per il supporto agli uffici speciali per la ricostruzione

NORCIA – Procedure semplificate per gli appalti riguardanti edifici strategici e scuole, possibilità per le Regioni di acquisire immobili da destinare a abitazione temporanea per chi ha perso casa, creazione di ‘zone franche’ dove, per due anni, vi sarà l’esenzione delle imposte per le imprese, potenziamento del fondo per le emergenze e del sistema di comunicazione d’emergenza: sono alcune delle novità previste dalla bozza di decreto legge contenente “nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite degli eventi sismici del 2016 e 2017 ed altre misure urgenti per il potenziamento della capacità operativa del sistema di Protezione Civile”, che approderà oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri.

Il testo, ancora in fase di elaborazione, soprattutto per quanto riguarda la parte economica, prevede una serie di modifiche al al decreto legge 189, convertito nella legge 229 del 15 dicembre 2016. Si prevede, tra l’altro, un aumento dei tecnici a disposizione delle Regioni per il supporto agli uffici speciali per la ricostruzione e dei Comuni per lo svolgimento delle attività di progettazione e di affidamento lavori e di controllo sull’esecuzione degli appalti. E proprio in tema di appalti, viene stabilito che per partecipare alle gare, è sufficiente che le imprese dimostrino di aver presentato la domanda di iscrizione all’Anagrafe. Per evitare però che chi partecipi non abbia i requisiti, si introduce un meccanismo di velocizzazione dei controlli.
Al Commissario straordinario Errani viene inoltre data la “possibilità di individuare opere ed interventi di interesse strategico ai fini delle ricostruzione, assicurandone la più rapida realizzazione senza limiti di spesa, attraverso procedure semplificate di affidamento dei lavori, dei servizi e delle forniture”. Un discorso che vale anche per le scuole: il decreto stabilisce infatti la “previsione di piani straordinari per assicurare il ripristino, per l’anno scolastico 2017-2018, delle condizioni necessarie per lo svolgimento dell’attività didattica” attraverso la “semplificazione delle procedure di affidamento degli appalti relativi alla realizzazione” delle scuole e delle relative opere di urbanizzazione.

Vi sono poi tutta una serie di norme per “rilanciare il sistema produttivo”: il prolungamento fino al 31 dicembre 2017 delle misure di sostegno al reddito dei lavoratori, il blocco del pagamento delle tasse fino al 30 settembre 2017, l’elaborazione da parte delle Regioni di un piano finanziario degli interventi da realizzare con i contributi a fondo perduto (nel limite di 80 milioni), la creazione di “zone franche” per gli anni 2017 e 2018 che consentiranno alle imprese di accedere a tutta una serie di agevolazioni (esenzione delle imposte sui redditi fino a 100mila euro, esenzione dell’imposta regionale sulle attività produttive fino a 300mila euro, esenzione delle imposte municipali). Sempre le Regioni potranno inoltre “acquisire al patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica immobili ad uso abitativo agibili, da destinare temporaneamente alle popolazioni residenti in edifici distrutti o danneggiati”. Una “soluzione alternativa” che il governo ritiene più economica rispetto alle Sae, le casette. Le proposte dovranno essere sottoposte alla preventiva approvazione del capo del Dipartimento della Protezione Civile, “previa valutazione di congruità sul presso convenuto”.

Infine, il decreto prevede un “potenziamento della capacità operativa della Protezione Civile” anche se nella bozza non sono indicate né le cifre a disposizione del Dipartimento per un “piano urgente di revisione e ammodernamento” dei mezzi e delle attrezzature delle colonne mobili e del potenziamento delle reti nazionali di monitoraggio dei rischi naturali e dei supporti tecnologici e di comunicazione emergenza, né per incrementare il Fen, il fondo emergenze nazionali.

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