Terremoto, Marini in consiglio regionale: “Danni del 70 per cento”

PERUGIA – “Dalle prime, ancora non definitive verifiche sugli edifici privati di Norcia e Preci emerge un quadro di danni superiore al 70 per cento”: lo ha detto stamani la presidente dell’Umbria Catiuscia Marini riferendo in consiglio regionale sui danni del terremoto. Marini ha anche annunciato che “Norcia non resterà ‘zona rossa’ per tutta la ricostruzione: a poco a poco, e per certe attività e porzioni, verrà riaperta, anche per evitare il suo declino turistico”. Infine Marini ha confermato che “Castelluccio sarà ricostruita”.

“La ricostruzione avrà tempi medi e lunghi e richiederà di definire interventi strategici e prioritari, come quelli su Castelluccio, che ha un forte valore simbolico anche per affermare una modalità e un carattere di questa ricostruzione, improntata alla qualità. Si dovrà puntare all’innovazione sull’uso dei materiali e delle tecniche costruttive, per ridare sicurezza ai cittadini attraverso tecniche nuove per ricostruire in assoluta sicurezza, anche psicologica, dopo 4 grandi terremoti che si sono succeduti dal 1979 ad oggi. Serviranno momenti di approfondimento importanti, tra Giunta, Assemblea e Commissario per la ricostruzione per fissare le priorità e le procedure attuative della ricostruzione.

I NUMERI DEL SISMA. Al terremoto del 24 agosto ha fatto seguito il forte sisma del 26 e 30 ottobre, creando ulteriori gravi danni. Il primo aveva prodotto danni circoscritti ad alcune parti dei territori di Norcia, Preci, Cascia e della Valnerina, con un numero di cittadini coinvolti limitato. Le scosse del 26 e del 30 ottobre l’estensione e la quantità dei danni è cresciuta di molto, colpendo gravemente la Valnerina, ma anche Spoleto ed altri Comuni dell’Umbria. Edifici residenziali e strutture produttive, del settore agricolo, industriale, manifatturiero e turistico, sono state colpite. Tra il 24 agosto e il 30 0ttobre è stato necessario un nuovo approccio all’emergenza: dai primi rilievi e verifiche sull’edificato emerge un quadro molto rilevante dei danni, in alcuni casi al di sopra del 70 percento. Oltre 5mila persone devono essere assistite, non solo nell’area del cratere. A Norcia e Cascia abbiamo alcune strutture ricettive agibili e potranno essere utilizzate per assistere gli sfollati. Quasi 4mila persone sono a diretto carico del sistema della Protezione civile: 1500 sono in alberghi e strutture ricettive, 2000 si trovano in strutture dei Comuni e 400 nelle tende.

Prima della scosse del 30 ottobre era stato adottato un decreto legge sul percorso da seguire per la ricostruzione. Questo atto è stato integrato da un provvedimento successivo che tiene conto degli effetti sull’apparato produttivo delle nuove scosse in Umbria e Marche. La permanenza delle imprese e la continuità aziendale è il presupposto per far restare la popolazione all’interno delle aree di Norcia, Cascia, Preci e dell’intera Valnerina. Per avviare i lavori di riparazione delle strutture produttive, commerciali e turistiche colpite verrà adottata una procedura semplificata, che prevede solo una comunicazione. Dove invece il ripristino richiede tempi lunghi, il percorso della delocalizzazione all’interno del perimetro del Comune di riferimento viene prevista la creazione di aree commerciali temporanee su aree individuate d’intesa con le Amministrazioni comunali. Il decreto prevede anche strumenti di investimento in via ordinaria, come i mutui attraverso la cassa depositi e prestiti. Questo per accompagnare la ricostruzione e la ripartenza con innovazioni produttive, zootecniche e agricole. È prevista una integrazione degli strumenti nazionali con azioni da parte della Regione. Oltre ai 14 Comuni del cratere indicati dal decreto legge del 24 agosto, integrati successivamente dal Comune di Spoleto, circa altri 45 Comuni (quindi 60 COMUNI in totale) hanno dichiarato danni ai propri beni architettonici.

Abbiamo costituito l’Ufficio speciale per la ricostruzione, che vedrà insieme tutti i Comuni interessati, oltre alla Regione e al personale delle amministrazioni centrali dello Stato messo a disposizione. L’Assemblea legislativa sarà chiamata ad approntare un disegno di legge in materia URBANISTICA – EDILIZIA che sia funzionale alla ricostruzione dei Comuni più colpiti, come Norcia e Castelluccio. Dovranno essere consentite delocalizzazioni alle attività produttive, altre dovranno ristrutturare gli edifici, passando da due a un piano, incrementando le aree edificate. Serviranno precise regole sull’adeguamento e miglioramento sismico, il recupero del patrimonio artistico dei centri storici. Dopo aver censito le problematiche urbanistiche ed edilizie che i Comuni segnalano predisporremo una proposta di legge che porteremo all’attenzione dell’Assemblea, in vista della ricostruzione pesante nelle zone rosse.

Dovremo capire quali EDIFICI SCOLASTICI delocalizzare e come intervenire su quelli da ripristinare. In questo ambito si interverrà con l’adeguamento sismico: tutti gli edifici che hanno subito danni di ‘tipo E’ dovranno essere sottoposti a questa procedura, che può prevedere anche la demolizione e la ricostruzione. L’attività didattica si svolge regolarmente, grazie a doppi turni (a Norcia solo fino a Natale, dopo ci sarà un nuovo edificio prefabbricato), soluzioni alternative, strutture recuperate (a Preci) e ordinanze su singoli edifici. Il decreto, per quanto riguarda la VIABILITÀ, prevede che Anas possa essere soggetto attuatore anche per la viabilità comunale, provinciale e regionale. La situazione è complessa perché la montagna della Valnerina è stata compromessa, è stata alterata la viabilità, molte strade richiedono ora la messa in sicurezza: tutta la rete viaria da Norcia e Castelluccio dovrà essere ripristinata in via prioritaria per avviare la ricostruzione. Saranno necessari lavori lunghi e molto complessi, sia per i collegamenti con le Marche che per quelli con il resto della regione. La strada della Rocchetta, ad esempio, per molti giorni è stata l’unica strada agibile.

Alcuni Comuni avranno AREE CONTAINER, predisposte dal dipartimento nazionale della Protezione civile: in Umbria solo il Comune di Norcia e di Cascia, quest’ultimo ha recuperato molte strutture ricettive che potranno accogliere la popolazione. La Regione si occuperà delle aree per le abitazioni di emergenza da destinare ai cittadini le cui case hanno subito danni di tipo E. Dopo le scosse del 24 agosto ne erano stati individuati un certo numero, tra quelli che avevano dichiarato di non volere passare alla ‘autonoma sistemazione’. Il loro numero è cresciuto e di questa operazione si occuperà direttamente la Regione, anche se i container verranno forniti dalla Protezione civile nazionale. Per Norcia, Cascia e Preci, dove l’autonoma sistemazione risulta difficile a causa dei danni al tessuto edilizio, avranno campi con abitazioni di emergenza. Il contributo per l’autonoma sistemazione è di 400, 500, 700, 900 euro in base al numero dei componenti del nucleo familiare, questo permetterà di offrire alternative ai moduli di emergenza.

Saranno due le sedi dell’UFFICIO SPECIALE PER LA RICOSTRUZIONE, una a Foligno e una nel centro di Norcia, in un edificio non danneggiato dal sisma. Vorremmo riaprire gradualmente, dopo la messa in sicurezza, il centro storico nursino, per scommettere sul futuro della città, far tornare abitanti e turisti, evitando il declino e l’abbandono. L’Ufficio si occuperà solo della ricostruzione pubblica e privata, mentre il ministero dei Beni culturali si occuperà della ricostruzione dei beni culturali, sia pubblici che privati. Ai sindaci è stato concesso il potere di intervento per la messa in sicurezza degli edifici danneggiati, salvo quelli per i quali il ministero ha deciso di intervenire direttamente.

LE RISORSE. Il fondo ordinario di protezione civile che viene assegnato alla Regione è di circa 7milioni annui che potrà costituire un canale di finanziamento per cofinanziare gli interventi sulle scuole. Il Governo ha assegnato 300milioni di euro alle 4 Regioni interessate sulla programmazione 2014/2020, la cui destinazione precisa verrà dalla Regione definita in accordo con l’Esecutivo nazionale e verrà poi comunicata all’Assemblea legislativa dell’Umbria. Con il meccanismo del Credito d’imposta, non subordinato agli stanziamenti verso le amministrazioni periferiche, da oggi, in base alle condizioni tecniche, potranno partire i lavori avendo la certezza delle risorse finanziarie. Il decreto ha stanziato circa 3,5 miliardi di euro per la ricostruzione pubblica, tra scuole, beni culturali e altre strutture”.

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