Terremoto, ok all’ordinanza 49: piano per chiese e opere pubbliche

Sono 160 i milioni di opere pubbliche finanziate e approvate. Piani approvati dalla Cabina di regia a Pieve Torina e presentati con la Commissaria straordinaria Paola De Micheli e i Presidenti di Regione coinvolti. Hanno partecipato il capo dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli, i presidenti e i rappresentanti delle Regioni del cratere: Marche Luca Ceriscioli, Abruzzo Mario Mazzocca (componente della giunta assessorato Enti Locali), Lazio Lucia Valente (Assessore al Lavoro delegata dal presidente Nicola Zingaretti), Umbria Catiuscia Marini.

L’ordinanza 49 approvata questa mattina prevede le procedure di gara alla luce delle modifiche normative intervenute. Gli allegati comprendono circa 1,035 miliardi di euro destinati alla ricostruzione delle opere pubbliche distrutte dal sisma: scuole, case comunali, caserme, edilizia popolare.

In particolare, alla regione Marche sono stati assegnati oltre 605 milioni di euro così impegnati: 160 milioni per la ricostruzione di 82 scuole e istituti scolastici; 114,53 milioni per 50 case comunali; 190,52 milioni per 164 opere pubbliche; 65 milioni per l’edilizia popolare; circa 75,47 milioni di euro per 20 caserme. Alla regione Abruzzo 156,86 milioni di euro così impegnati: 28,57 per 7 scuole; 20,66 milioni per 9 case comunali, 23,17 milioni per altre opere pubbliche; 82 milioni per l’edilizia popolare e infine 2,43 milioni per opere di consolidamento a causa del dissesto idrogeologico. Assegnati alla regione Lazio 149,53 milioni di euro così distribuiti: 35,98 milioni per 9 scuole; 71,95 milioni per altre opere, 27,05 milioni per opere di consolidamento a causa del dissesto idrogeologico; 14,53 milioni per 5 caserme. Alla regione Umbria 122,51 milioni così distribuiti: 52 milioni per 32 scuole; 12,39 milioni per 7 case comunali; 33,13 milioni per altre 42 opere pubbliche; 16,27 milioni per l’edilizia popolare; 6,72 milioni per opere di consolidamento a causa del dissesto idrogeologico e, infine, 1,97 milioni per le caserme.

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Avvenuta anche una prima approvazione degli elenchi degli interventi sulle chiese (ancora provvisori) di Lazio, Umbria, Abruzzo e per le diocesi di Macerata, Camerino e Fabriano. Gli elenchi definitivi verranno approvati successivamente in un’ordinanza che prevede anche le procedure di gara per i soggetti attuatori chiese.

Il comitato ha anche approvato il cronoprogramma per arrivare entro la fine di febbraio alla definizione del Piano di intervento sul dissesto idrogeologico nelle zone terremotate. Sono stati illustrati i dati aggiornati sulla ricostruzione privata per i quali è stato registrato un notevole incremento nelle domande e un significativo aumento delle autorizzazioni, anche a seguito dell’entrata in vigore dell’ordinanza 46 sulla ricostruzione privata. Oltre al Piano per le opere pubbliche, è stato illustrato nel dettaglio il contenuto dell’ordinanza 46:

NUOVI TERMINI PER LE DOMANDE – I professionisti possono presentare le schede per la ricostruzione dei danni lievi (riparazione di abitazioni e strutture produttive temporaneamente inagibili) fino al 30 aprile. Per i danni pesanti (ripristino con miglioramento sismico o ricostruzione immobili distrutti) il termine ultimo è stato fissato al 31 ottobre 2018.

“PREISTRUTTORIA” VELOCE PER LA RICOSTRUZIONE PESANTE – Per tutte le domande di contributo diverse da quelle per danni lievi viene introdotta una preistruttoria, in modo da dare ai professionisti indicazioni precise e definitive sul livello del danno (decisivo ai fini del calcolo del contributo) prima di presentare il progetto vero e proprio.

CONTRIBUTO PER LA RICOSTRUZIONE DETERMINATO PIU’ RAPIDAMENTE – Con le nuove linee guida sarà possibile per i professionisti indicare l’importo del contributo presumibile già alla presentazione della domanda, che sarà verificato e approvato dall’Ufficio Speciale Regionale con una procedura più snella e veloce.

RIMBORSI PER MAGAZZINI E CANTINEimg_5209 – E’ previsto il rimborso dei lavori per il ripristino di porzioni di edifici, come cantine, stalle e magazzini, in precedenza esclusi da contributo (purchè non si tratti di pertinenze già ora rimborsate fino al 70 %)

COMUNE REFERENTE UNICO PER REGOLARIZZAZIONE ABUSI SANABILI – L’istruttoria urbanistica ed edilizia sarà sempre curata dal Comune entro 60 giorni dalla presentazione della domanda. Il Comune potrà invitare alla regolarizzazione di eventuali abusi dell’edificio preesistente, qualora siano sanabili e di modesta entità. Il contributo non potrà essere concesso se gli abusi non verranno previamente regolarizzati.

SUBITO IL RIMBORSO DELLE SPESE DEL PROGETTO – Sarà erogato all’avvio dei lavori (cosiddetto saldo zero) l’80 per cento del contributo per le spese di progettazione e il 100 per cento di quello per le indagini preliminari svolte da ditte esterne.

LA DITTA INCARICATA DEI LAVORI PUÒ ESSERE INDICATA DOPO L’APPROVAZIONE DEL PR€OGETTO – La ditta incaricata dell’esecuzione dei lavori di ricostruzione potrà essere indicata dopo l’approvazione il progetto da parte degli Uffici Speciali Regionali e la comunicazione dell’importo del contributo. Intervenuto alla riunione anche Fulvio Soccodato di Anas, soggetto attuatore per il ripristino della viabilità, che ha aggiornato il Comitato sull’avanzamento degli interventi e sulle prossime azioni da intraprendere

IL DETTAGLIO DEI PROGETTI – Molti gli interventi che riguarderanno le chiese: a Norcia sono stati finanziati San Salvatore (1,35 milioni) e Sant’Andrea (650 mila euro),  San Giovanni (840 mila), Sant’Agostino in via Anicia (560 mila) e San Lorenzo (540 mila). Nelle frazioni San Michele Arcangelo a Savelli (682 mila), San Vito ad Agriano (520 mila), Sant’Eutizio a Ocricchio (240 mila), Sant’Antonio a Forsivo (90 mila), San Lorenzo a Ospedaletto (220 mila), San Pietro Apostolo a Popoli (355 mila), Santa Maria a Valcadara (545 mila), Sant’Eutizio ad Aliena (375 mila). Sempre per le chiese, a Cascia,  Sant’Ippolito a Fogliano (670 mila), San Gregorio ad Atri (240 mila), Santo Stefano a Buda (340 mila), San Giorgio dell’omonima frazione (410 mila), Concezione in località la Molinella (465 mila), San Sisto a Onelli (610 mila), San Benedetto nuovo a Cerasola (170 mila), Santa Maria Assunta a Colforcella (285mila), San Felice a Colle di Avendita (400 mila), San Martino a Maltignano (980 mila), Santa Maria Lauretana a Ocosce (530 mila), Madonna della Misericordia a Serviglio (200 mila). A Preci Santa Maria della Pietà (890 mila), Santa Maria della Peschiera (610 mila), San Giovanni Battista a Castelvecchio (650 mila), l’abbazia di Sant’Eutizio (750 mila), San Giovanni di Piedivalle (220 mila), San Martino di Abeto (600 mila), Santissima Annunziata a Poggio di Croce (40 mila), Sacro Cuore a Saccovescio (300 mila), Santa Maria Assunta a Montaglioni 200 mila

Ammesse a finanziamento, a Spoleto, il Sacro Cuore (1 milione), Sant’Andrea di Bazzano inferiore (350 mila), San Pietro a Bazzano superiore (350 mila), San Domenico in centro (950 mila), Sant’Ansano in centro (560 mila), San Cristoforo di Poreta (325 mila), San Rocco di Beroide (400 mila), San Rocco di Spoleto (930 mila), Santa Lucia e sacrestia (80 mila), San Giovanni Battista a Protte (160 mila) e San Giuseppe a Camporoppolo (210 mila). A Sant’Anatolia di Narco ls chiesa del capoluogo (455 mila), a San Pietro di Grotti (440 mila) e San Michele Arcangelo di Gavelli (520 mila).

A Scheggino San Michele Arcangelo a Monte San Vito (160 mila), mentre a Vallo di Nera San Giusto di Paterno (255 mila) e San Rocco nel capoluogo (80 mila). A Sellano San Sebastiano a Pupaggi (110 mila), di San Silvestro a Villamagina (250 mila), di San Rocco a Casale (110 mila), mentre a Poggiodomo ci sono i fondi per San Bartolomeo (170 mila) e San Nicola a Roccatamburo (200 mila), mentre a Monteleone si interverrà a San Nicola (620 mila), Madonna Addolorata di Ruscio (260 mila) e San Gilberto (375 mila).
Per Cerreto di Spoleto c’è Santa Maria a Ponte (290 mila), Santa Caterina a Triponzo (435 mila), Santa Maria del Verde a Rocchetta (160 mila) e San Giacomo  a Rocchetta (140 mila) e Santa Maria di Costantinopoli (850 mila). Ad Arrone San Valentino a Casteldilago (310 mila), Sant’Antonio a Castiglioni (125mila), a Ferentillo Sant’Antonio Abate a Macenano (120 mila).
Ci sono anche chiese fuori da cratere come il campanile della basilica di Santa Maria degli Angeli (1,5 milioni), San Bartolomeo a Foligno ( 1 milione), Montesanto a Todi (1,1 milioni), San Michele Arcangelo di Stroncone (500 mila), San Filippo e San Giacomo a Montecastello di Vibio (200 mila), cattedrale di Gubbio (1 milione), Madonna del Carmine a Citerna (107 mila), Santa Maria Annunziata in colombella a Perugia (340 mila), San Michele Arcangelo di Giano dell’Umbria (220 mila), San Luca di Montefalco (260 mila) e San Michele Arcangelo a Pomonte di Gualdo Cattaneo (170 mila).

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