Todi, al Vignola convegno sul “Dopo di Noi”

TODI –  Si è tenuto questa mattina a Todi, nel Palazzo del Vignola, il Convegno “Insieme ANCHE domani. Le tutele del trust nella legge sul Dopo di Noi” organizzato dal Rotary Club Todi in collaborazione con il Centro Speranza di Fratta Todina. Il sindaco Antonino Ruggiano ha fatto gli onori di casa ricordando l’impegno del Rotary Club per il service offerto al territorio in termini di cultura e approfondimento e ha salutato il Centro Speranza “Ente di riferimento per l’ambito territoriale della Media Valle del Tevere che risponde con eccelsa qualità ai bisogni dei concittadini più svantaggiati.”

ll convegno organizzato per approfondire la nuova legge che disciplina la difficile materia sociale del “Dopo di noi” la n.112 entrata in vigore il 25 giugno 2016 (recepita dalla Giunta regionale dell’Umbria lo scorso 11 marzo) e come espresso dal Presidente del Rotary Club Todi, dott. Stefano Barlozzari “per cercare di dare delle risposte a tutte quelle numerose famiglie che, oltre a vivere quotidianamente le problematiche legate alla disabilità, vivono l’angoscia dell’incertezza del domani e del dare una risposta alla domanda “che succederà a mio figlio, a mia figlia, a mio fratello quando io non potrò più prendermi cura di lui?”.

Al Convegno è intervenuta eccezionalmente l’On. Marina Sereni, Vice Presidente della Camera dei Deputati firmataria della legge “Sono orgogliosa di questa norma che mette al centro la persona per rispondere in maniera adeguata ai suoi bisogni, cercando di venire incontro alla pressante esigenza di molte famiglie, prevedendo specifici strumenti per la tutela e la realizzazione certa dei desiderata dei genitori nei confronti del futuro dei loro cari. La legge prevede la disposizione dei fondi che dovranno essere destinati alla realizzazione di nuove risposte. A fine legislatura – ha dichiarato-  posso dire che la legge sul “ Dopo di noi” n. 112 del 2016 è frutto di un grande lavoro interparlamentare. Si è messo in moto un meccanismo che sta mobilitando molti professionisti per costruire un sistema capace di tutelare le persone con disabilità grave che sono prive del sostegno familiare. Ora è il momento di sperimentarla e verificare la sua valenza per perfezionarla attraverso i decreti attuativi.”

Proprio sugli strumenti concreti previsti dalla legge n.112/2016 è stata posta maggior attenzione dagli avvocati esperti di diritto delle successioni – avv. Tommaso Tisot, avv. Sabina Deneb Puggioni e dott. Marco Campagnacci – i quali hanno spiegato ai presenti che otre al “vincolo di destinazione”, la legge parla del “contratto di affidamento fiduciario” e del “trust”, uno strumento ancora poco conosciuto in Italia ma che sembra essere il più indicato per l’organizzazione successoria e la protezione dei beni di famiglia. “Il cuore di questo contratto – hanno spiegato gli esperti – è che non si tratta soltanto di gestire un patrimonio, ma di seguire e di accudire la persona. I beni conferiti diventano strumentali ai fini della realizzazione delle volontà dei genitori che possono prevedere e dettare fin nei più piccoli particolari ciò che andrà fatto in loro assenza: il dove, il come, il chi si dovrà prender cura del loro familiare.”

La valenza dell’incontro è stata riconosciuta anche dall’On. Ileana Argenti prima firmataria della legge sul Dopo di Noi la quale, non essendo potuta intervenire per improrogabile impegno, ha inviato il suo saluto e posto l”accento sull’importanza del traguardo di civiltà raggiunto “Il cammino è stato lungo – ha dichiarato – personalmente mi sono battuta in prima persona per poter condurre in porto questa legge, raccogliendo con una petizione, ben novantamila firme per sollecitare il parlamento, ad approvare un provvedimento che rende il nostro paese, un paese democratico e civile attento ai problemi dei cittadini più vulnerabili. Il provvedimento vuole favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità. La legge sul dopo di noi è, come dicevo, un’ iniziativa parlamentare, in un momento in cui imperversa l’antipolitica, ritengo sia un ottimo segnale di come la politica deve essere vicino ai cittadini. Vorrei ricordare che questa legge non è una legge a costo zero, è previsto un fondo con lo scopo di finanziare i vari progetti per l’assistenza e il sostegno ai disabili privi dell’aiuto della famiglia e agevolazioni per privati, enti e associazioni che decidono di stanziare risorse a loro tutela. Sgravi fiscali, esenzioni e incentivi per la stipula di polizze assicurative, trust e su trasferimenti di beni e diritti post-mortem.

Poter permettere a molte mamme e papà di programmare la vita futura dei figli disabili, togliendogli il peso dell’angoscia di cosa accadrà dopo di loro, ritengo sia un grande segnale di civiltà che un grande paese come il nostro non poteva tralasciare. Questa legge – scrive ancora l’On. Argentin – è un ulteriore passo verso la vera inclusione sociale dei cittadini disabili e può essere considerata un ponte che unisce i cittadini e che abbatte le barriere che viceversa dividono.”

“Al Centro Speranza il bisogno di garantire soluzioni di continuità che salvaguardino la qualità della vita agli assistiti adulti con disabilità, è attuale. L’assistito più giovane ha 2 anni e mezzo, il più grande ne ha 54.”  Ha dichiarato il direttore sanitario, neurologo dott. Gianfranco Castellani; è intervenuta anche la direttrice generale del Centro Speranza, suor Maria Grazia Biscotti che ha ricordato ai presenti che “Molti assistiti sono vicini all’età adulta in cui non potranno più accedere al servizio riabilitativo diurno e potrebbero dover ricorrere all’istituzionalizzazione. È necessario intervenire affinché sia abbattuto il pregiudizio diffuso per cui l’assistenzialismo statale è l’unica risorsa possibile. In che modo? Permettendo alle famiglie, quindi ai loro figli, di accedere a risorse che rendano possibile lo svolgimento di attività di vita aggregativa, fin da ora, ricorrendo alla pratica di un “durante noi” che permetta ai loro figli di godere – nelle forme di autonomia possibile – di una vita sociale piena e, al tempo stesso, offrire un sollievo momentaneo alle famiglie. Tuttavia, per queste persone semplici attività come uscire, fare una passeggiata in centro storico, andare al cinema, in un centro commerciale, richiedono la presenza di personale qualificato e, quindi, di enti, associazioni, cooperative preposte a garantire un servizio socio-educativo ed assistenziale adeguato. “

A testimonianza di quanto dichiarato dai responsabili del Centro Speranza, è intervenuto Giuliano Boccali, presidente dell’Associazione “Borgo Solidale” creata da alcuni genitori di ragazzi con disabilità con il supporto degli operatori del Centro Speranza di Fratta Todina. Il Presidente Boccali ha illustrato le finalità solidali dell’associazione che promuove attività di “durante noi” e ha presentato l’ambizioso progetto del “Dopo di noi” che i genitori vorrebbero realizzare su un terreno limitrofo al Centro Speranza. L’idea è di costruire un vero borgo, definito solidale, pensato per offrire una risorsa integrata con la società del territorio e in sinergia con il servizio del centro riabilitativo, dove i ragazzi hanno trascorso e vissuto la loro vita con dignità.

L’evento si è svolto con il patrocinio del Comune di Todi, ill contributo di Azimut Capital Management Spa, vivaio Bellucci e Srefanelli e della Curia Vescovile che ha ospitato l’evento.

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