Turismo e terremoto, il sottosegretario Bianchi tra gli operatori del settore. Porzi: “Non ci serve allarmismo”

VALLO DI NERA – Si deve ripartire, anche dal turismo. E’ il messaggio che si è levato dall’incontro organizzato dall’associazione “Borghi più belli d’Italia” con il sottosegretario al Turismo Dorina Bianchi, insieme agli amministratori dei comuni umbri e di quelli terremotati. Presente all’incontro anche la presidente dell’Assemblea legislativa Donatella Porzi. Diverse le proposte fatte da amministratori e operatori. Su tutte quella dell’associazione dei Borghi, che ha chiesto la proclamazione dello stato di crisi per il settore del turismo. Tutte idee che la Bianchi si è impegnata a portare all’attenzione del Consiglio dei ministri. “E’ fondamentale ripristinare la normalità per tutti quei borghi non colpito direttamente dal sisma, per riportare i turisti italiani e stranieri”.

porzi2“Di tutto abbiamo bisogno tranne che di ingenerare allarmismo, ma al tempo stesso non possiamo nemmeno sminuire le informazioni a nostra disposizione. Detto questo ci chiediamo: adesso cosa dobbiamo fare?”: Donatella Porzi, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, nel suo intervento, è tornata anche sull’allarme della Commissione grandi rischi sull’eventualità di nuove, forti scosse di terremoto. La presidente del consiglio regionale pone un quesito: “Ci avete messo di fronte alla possibilità di un rischio e quindi è uno scaricare delle responsabilità, oppure è una condivisione di problematiche che ci obbligano di muoverci in maniera sinergica?”. Porzi, convinta della inutilità del “passo avanti e del passo indietro delle ultime ore” su questa vicenda, ritiene che “questo modo di fare generi ulteriore insicurezza in una popolazione già stremata”.

Questo il documento dell’associazione:

Il club de i Borghi più belli d’Italia e l’Associazione regionale I Borghi più belli d’Italia in Umbria, si fanno portavoce dell’istanza in oggetto, espressa congiuntamente, sia da comuni associati, sia partners, nell’ambito dell’incontro tenuto in data 23/01/2017 a Vallo di Nera con il Sottosegretario di Stato al MIBACT, Dorina Bianchi, come di seguito riportata. Siamo alla chiusura di un periodo, fino allo scorso anno, rilevante, nel calendario turistico regionale e che era solito portare ad una tradizionale affluenza di visitatori in Umbria fino  a Natale, Capodanno ed Epifania.

Ciò avveniva grazie alle numerose e accoglienti strutture ricettive, ai rilevanti complessi monumentali, alla ricchezza di tipicità e proposte eno-gastronomiche, al sempre più qualificato sistema organizzato di turismo culturale, riconosciuto e apprezzato a livello internazionale. Purtroppo quest’anno non è stato così. Dal 24 agosto scorso, la crisi attanaglia il comparto turistico umbro a seguito dell’evento sismico. Le aziende che operano sul territorio registrano da allora un forte trend  negativo che sta conducendo alla chiusura di molte attività, con conseguente perdita di posti di lavoro, dispersione di professionalità e firme storiche, annullamento di qualsiasi sviluppo di imprenditoria giovanile dedicata. 

In questa tormentata fase economica  e sociale, segnata dall’emergenza sismica, l’associazione intende proporre alle Istituzioni iniziative concrete per sostenere le attività turistiche dei territori interessati che proprio in questi mesi vivono un momento di profonda crisi. Da ormai 5 mesi ci troviamo di fronte alla crisi del comparto turistico del nostro territorio che incide profondamente non solo sul settore alberghiero, ma anche su quello della ristorazione, del commercio, delle attività di intrattenimento, delle strutture culturali, dei servizi di mobilità e accompagnamento turistico. Siamo venuti a conoscenza che tutti i Comuni turistici umbri, con particolare riferimento a quelli associati ai Borghi più belli d’Italia, sono coinvolti in questo disagio di settore che ha colpito, in termini di affluenza di visitatori, sia coloro che hanno subito danni straordinari, come coloro con conseguenze marginali o nulle. La Regione Umbria, il 21 novembre 2016, ha insediato un comitato strategico regionale per il turismo in cui sono rappresentate le associazioni imprenditoriali e di categoria del mondo del turismo oltre all’Anci, Sviluppumbria e Coni Umbria. Per quanto ad oggi ci risulta, le misure messe in cantiere dalla Regione attraverso il comitato, prevedono l’impiego di ingenti risorse economiche per azioni di promozione e comunicazione. Ciò però rischia di produrre magri risultati fintantoché le scosse sismiche e il loro riverbero sui mass media sarà presente.

Se si aggiunge che dopo Capodanno la tradizionale bassa stagione si protrarrà fino alla Pasqua, a metà aprile, del 2017, il settore turistico umbro rischia di subire, come minimo, dagli 8 ai 12 mesi consecutivi di tunnel economico, a cui difficilmente potrà resistere, senza danni rilevanti e crescenti. Coerentemente con quanto affermato dalla Presidente Marini il 19 gennaio scorso, riguardo ai danni indiretti prodotti dal terremoto, occorre pertanto una risposta forte. Si richiedono iniziative di sostegno a carattere straordinario ed urgente a favore dei comuni turistici umbri, a salvaguardia di professionalità e imprese sane e redditizie che rischiamo di non trovare più integralmente attive a partire dal 2017 Tali evidenti disagi economici si ritiene debbano portare alla DICHIARAZIONE DELLO STATO DI CRISI DEL SETTORE TURISTICO REGIONALE da parte della Regione Umbria, in quanto il PIL settoriale contribuisce significativamente a quello complessivo. Abbiamo bisogno in tal senso del necessario supporto e dell’inevitabile copertura del Governo Nazionale. A supporto di tale dichiarazione valutiamo necessario associare all’azione di promozione turistica citata, misure di natura finanziaria ed economica anche non convenzionali che reputiamo possibili, quali: Accesso al credito con il coinvolgimento  di Istituzioni Finanziarie Regionali (e non solo) quali SVILUPPUMBRIA e GEPAFIN SPA; Richiesta  ai Comuni  di applicare imposte comunali con aliquote ridotte per IMU/TASI e TARI con l’ applicazione delle aliquote minime; Richiesta di revisione degli Studi di Settore all’Agenzia delle Entrate e dei nuovi indicatori di coerenza tributaria per almeno un triennio; Risorse finanziarie  per consentire la prosecuzione in loco delle  attività turistiche e ricettive; Disposizioni normative  destinate   a favorire  la continuità  aziendale delle P.M.I., in attesa della ricostruzione. Andrebbe inoltre aggiunta un’attenzione tutta particolare ai borghi della montagna, ancora più a rischio spopolamento non solo di residenti, ma delle già ridotte attività commerciali.

 

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