Umbria Jazz torna a Terni con un festival musicale e culturale di quattro giorni

TERNI – Ci son voluti anni, diatribe, polemiche, discussioni ma alla fine la forza di volontà ha vinto su tutti e tutto. Umbria Jazz torna a Terni. Lo fa in grande stile, con uno spettacolo culturale e musicale che durerà dal 14 al 17 aprile.

Alla base del festival che dopo anni torna nella sua città natale, ci sono musica e spettacolo, ma sopratutto la promozione del territorio, duramente colpito a livello turistico dalla tragedia del terremoto.

Si parte da qui per ridare enfasi e importanza ad un evento che dura ormai da 40 anni.

Il Festival ha avuto il placet della regione, in particolare l’assessore regionale alla cultura, Fernanda Cecchini, ha voluto ribadire che “Umbria Jazz è stato uno degli eventi italiani che nel 2016 ha ottenuto maggior successo in Cina. D’altra parte Umbria Jazz è uno dei più importanti eventi di musica jazz al mondo e un apprezzato simbolo del made in Italy nel mondo.

È giusto che in occasione della visita di stato del Presidente della Repubblica Mattarella in Cina, per il concerto in suo onore che si terrà Chongqing il prossimo 25 febbraio, si sia voluto scegliere Umbria Jazz come prestigioso testimonial della cultura italiana di fronte al pubblico e alle autorità cinesi. Noi ne siamo onorati come istituzione e come comunità regionale, e io sono particolarmente contenta che a tenere il concerto sia una donna, la pianista Rita Marcotulli, che è una delle massime interpreti del Jazz italiano ed europeo.

Siamo anche contenti che il concerto si tenga a Chongqing una città al centro di una area Consolare del sud-ovest della Cina che comprende Chengdu e Kunming, tutte città e province cinesi con le quali negli ultimi anni la Regione Umbria ha stabilito solidi rapporti e costruito molti progetti di interscambio sostenuti costantemente dall’Ambasciata d’Italia e dal consolato di Chongqing.

Per noi – continua l’Assessore Cecchini – questo è un segnale che vogliamo dare all’Italia, al pubblico cinese e internazionale sulla volontà di reagire alla gravissima ferita del sisma che il nostro territorio e le nostre popolazioni hanno subito. Conviviamo da secoli col terremoto, come altre parti del mondo. Ma la ricchezza artistica, culturale, storica e paesaggistica dell’Umbria non è stata annichilita dal sisma, è viva e può essere goduta in sicurezza dal grande pubblico internazionale, perché è un bene inestimabile e irripetibile dell’umanità.

In Umbria il terremoto non ha causato vittime e stiamo lavorando con slancio per avviare una rapida ricostruzione e rinascita dei territori colpiti, che sono solo una parte della nostra regione. Siamo riconoscenti nei confronti del Presidente della Repubblica Mattarella che anche nel suo viaggio in Cina attraverso Umbria Jazz abbia voluto portare anche questo forte messaggio di vitalità dell’Umbria e del centro Italia”.

Umbria Jazz ha messo fin da subito a disposizione la sua credibilità per dare una mano al territorio. L’idea è di presentare l’Umbria come una regione che conserva, anzi rafforza, la sua tradizionale immagine culturale con i grandi eventi. Il festival di Terni, come il concerto in beneficienza di Pat Metheny il 4 maggio ad Assisi e le iniziative che si svolgeranno a Norcia in estate, e ovviamente Umbria Jazz 17 a Perugia, vanno tutte in questa direzione.

GLI ARTISTI:

PAOLO FRESU RILEGGE IL LAUDARIO DI CORTONA

Il lavoro, commissionato da Umbria Jazz e Sagra Musicale Umbra, è stato eseguito in prima assoluta a Perugia, nella Basilica di San Pietro, durante Umbria Jazz 16 e poi in settembre, con alcune modifiche, per la Sagra nella chiesa sconsacrata di San Bevignate. “Il Laudario di Cortona”, riletto in modo originale da Fresu e Daniele Di Bonaventura, affonda le radici nella tradizione più profonda della religiosità popolare dell’Umbria e in generale dell’Italia centrale.

LONDON COMMUNITY GOSPEL CHOIR

La musica religiosa della tradizione gospel assume un significato speciale in un periodo importante per le comunità cristiane come la Pasqua.

The London Community Gospel Choir fu fondato nel 1982 dal Rev. Bazil Meade assieme a Lawrence Johnson, Delroy Powell e John Francis. Doveva vivere per la durata di un singolo evento ma il successo fu tale che il coro restò insieme e si rafforzò fino a diventare una voce importante nella scena della musica religiosa nel Regno Unito.

INCOGNITO

Con i quasi 40 anni di carriera ed una trentina di album alle spalle, Incognito resta uno dei punti di riferimento, o forse è meglio dire una pietra miliare della scena dell’acid jazz inglese e mondiale.

Formatasi nel 1979, dal disco del debutto che già dal titolo, “Jazz Funk”, è un manifesto programmatico, fino alla ultima uscita, “In search of better days”, che risale alla scorsa estate, la band ha cambiato innumerevoli volte la formazione rimanendo però fedele al suo stile, semmai, di volta in volta, evolvendolo.

GINO PAOLI & DANILO REA

All’inizio poteva sembrare una strana partnership, quella tra Gino Paoli e Danilo Rea: songwriter di successo il primo, eccellente pianista jazz il secondo. Due mondi diversi, ma, come si è spesso visto negli ultimi tempi, tutt’altro che separati. Oggi, dopo tanti tour e qualche disco, tutto, nel duo Paoli – Rea, sembra logico, quasi naturale.

PIERO ODORICI CONNECTION

Il trio (Odorici ai sassofoni, Darryl Hall al basso e Roberto Gatto alla batteria) si è costituito nella estate del 2016 per incidere un disco, “Piero Odorici Connection”, e fare un tour. Il suo repertorio è composto da brani originali e da standard, in una ampia gamma di situazioni musicali e atmosfere sia acustiche che elettriche.

CHICO FREEMAN PLUS+TET

Formatosi nelle avanguardie della sua città natale, Chicago, con il trasferimento a New York Chico Freeman ha ampliato i suoi orizzonti artistici acquisendo la definitiva consapevolezza delle radici e della tradizione del jazz, senza mai rinunciare ad un approccio innovativo e originale. Nella Grande Mela ha suonato con una lista infinita di star: tra gli altri, Dizzy Gillespie, McCoy Tyner, Elvin Jones, Charles Mingus, Art Blakey, Wynton e Branford Marsalis, Bobby Hutcherson, ma anche Earth, Wind & Fire, Eurythmics, Temptations, Four Tops, Sting. Freeman ha anche suonato e registrato con molti artisti del jazz latino.

SAMMY MILLER AND THE CONGREGATION

Hanno esordito a Umbria Jazz 16 preceduti da una dichiarazione di intenti molto chiara: “Suoniamo un jazz gioioso. Musica che fa sentire bene. È uno stile che intrattiene, arricchisce e soprattutto ti tira su”. Sammy Miller & the Congregation si sono posti l’obiettivo di coinvolgere il pubblico del jazz in una dimensione solare, serena e rasserenante, e hanno dimostrato di saperlo fare suonando nello stesso tempo ottima musica.

FUNK OFF

Inutile presentare i Funk Off a chi frequenta Umbria Jazz. La street band toscana è diventata popolarissima con una formula originale e riconoscibile: superare il concetto di marching band della tradizione di New Orleans proponendo una musica trascinante e spettacolare, moderna e coinvolgente.

 

PAT METHENY IL 4 MAGGIO AD ASSISI SUONA PER I TERREMOTATI DELL’UMBRIA

Pat Metheny al teatro Lyrick di Assisi il 4 Maggio (ore 21,15) per un concerto in beneficienza: l’incasso sarà devoluto alle popolazioni terremotate dell’Umbria.

Il grande chitarrista americano, uno dei più importanti musicisti jazz (definizione in realtà per lui riduttiva) viventi, si era offerto di dare una mano in nome della sua antica amicizia per l’Umbria e per il suo festival all’indomani del terremoto che ha colpito Norcia e quella parte della regione. Un gesto di grande generosità, pari all’affetto che per lui ha sempre dimostrato il pubblico di Umbria Jazz, di cui Metheny è uno dei beniamini.

A partire dagli anni novanta Pat Metheny ha partecipato ad una dozzina di edizioni di UJ, e tutte le volte le sue performance sono state tra gli highlight del festival.

In Umbria è stato ascoltato nelle più diverse formule, dal duo con Charlie Haden (memorabile concerto nella Galleria Nazionale dell’Umbria) al Trio, dal Pat Metheny Group al quartetto con John Scofield, dall’incontro con Brad Mehldau alla recente Unity Band, dalla Reunion con Gary Burton fino – è storia dell’anno scorso – alla partnership con Ron Carter. Praticamente, non c’è stato un suo progetto, negli ultimi vent’anni, che Pat Metheny non abbia portato a Umbria Jazz.

Molti di questi, documentati su disco, hanno vinto importanti riconoscimenti, tra i quali 20 Grammy Awards. Va sottolineato anche che Pat Metheny fa parte dell’esiguo numero dei chitarristi inseriti nella Hall of Fame di Downbeat (quattro in tutto, e gli altri tre sono Django Reinhardt, Charlie Christian e Wes Montgomery!). Dimostrazione, questa, di una carriera in cui rigore artistico e popolarità, cultura jazz e voglia di innovazione, hanno sempre proceduto di pari passo.

Il tour primaverile che porta Metheny ad Assisi e che ripercorre i migliori momenti di un percorso artistico straordinario porta il titolo

AN EVENING WITH PAT METHENY

PAT METHENY, chitarre

ANTONIO SANCHEZ, batteria, percussioni

GWILYM SIMCOCK, piano, tastiere

LINDA OH, basso

Biglietti: 45 – 30 – 20 euro più diritto di prevendita

LA CENA

Precederà il concerto una cena di beneficenza a buffet, con prodotti tipici di Norcia e del territorio allestita nel Palaeventi adiacente al teatro. Il ricavato sarà devoluto, come l’incasso del concerto, alla Protezione Civile. Si può partecipare anche soltanto alla cena.

Umbria Jazz terrà in Cina un concerto in onore del Presidente Mattarella, che comincia oggi la sua visita di Stato. Rita Marcotulli suonerà il 25 febbraio nel Museo d’Arte Contemporanea di Chongqing, una delle città, con Pechino e Shanghai, toccate dalla visita del Capo dello Stato. Il concerto è organizzato da Umbria Jazz in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e il Consolato di Chongqing, città e area Consolare con la quale l’Umbria e Umbria Jazz hanno un particolare legame, ed è sponsorizzato dalla azienda umbra Farchioni.

Le autorità italiane hanno scelto Umbria Jazz per organizzare il concerto in seguito alla positiva esperienza dello scorso anno, con oltre 60 concerti in diverse città della Cina e un vero e proprio festival a Chengdu, in collaborazione con l’Ambasciata e con la Rete Consolare.

Il Console Generale a Chongqing, Sergio Maffettone, ha invitato la Regione Umbria a partecipare all’evento, anche per organizzare una serie di appuntamenti finalizzati alla programmazione di Umbria Jazz Festival nel Sud-Ovest della Cina per il 2017, e più in generale al consolidamento della presenza dell’Umbria in quell’area della Cina.

La Regione sarà rappresentata dall’Assessore alla Cultura, Fernanda Cecchini, e per Umbria Jazz ci sarà il direttore artistico, Carlo Pagnotta.

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