Valnestore, via libera alla mozione Pd – M5S in Regione. E la Giunta stanzia fondi per i carotaggi

PERUGIA – Al di là delle liti di bandiera, il consiglio regionale ieri ha saputo dare un segnale di unità e ha approvato all’unanimità una mozione a firma Leonelli – Liberati sulla situazione della Valnestore. Il documento, che riunisce due atti presentati da ciascuno dei firmatari, chiede alla Giunta di “attivarsi presso Arpa e Usl affinché proseguano le indagini sui potenziali rischi per la salute dei cittadini della zona rendendo nota, sia per la Valnestore che per Fabro, i nuovi dati anche di natura epidemiologica; mettere in atto tutte le azioni e i provvedimenti per il ripristino della salubrità dei luoghi e la messa in sicurezza delle aree; avviare una perizia tecnica di parte pubblica, individuando i danni economici cagionati a cose e persone, richiedendo ad Enel i relativi risarcimenti ove fosse accertata una specifica responsabilità; redigere, attraverso le strutture regionali, una carta tematica di sensibilità e rischio ambientale dell’area, per la predisposizione di un piano di messa in sicurezza e bonifica, valorizzazione territoriale, allo scopo di impegnare il Governo alla predisposizione di un programma specifico di interventi”.

L’impegno politico dunque c’è, ma ci sono anche i primi fatti concreti, riportati dalle parole dell’assessore all’Ambiente Fernanda Cecchini che ha annunciato lo stanziamento di fondi per i carotaggi. “Su temi così importanti è giusto dedicare la giusta attenzione. Non bisogna anticipare conclusioni che non ci sono e letture che ancora non sono corredate da pareri. La vicenda della Valnestore appartiene ad un periodo ben individuato, frutto di autorizzazioni e permessi che erano in linea con le leggi di quel tempo. Ho partecipato ad una assemblea del Comitato per la salute, insieme ai sindaci di Piegaro e Panicale, ricordando che chi ha autorizzato quelle soluzioni lo ha fatto pensando di incentivare l’economia. C’è stata una fase nella vita del Paese – ha detto la Cecchini – in cui la legislazione consentiva certe attività ed è stata utilizzata per costruire stagioni di progresso. Oggi sappiamo che si deve puntare sulla qualità della salute, della vita e dell’ambiente e non certo sulla produzione a prescindere. Da tempo la Regione e i sindaci stanno seguendo questo percorso svolgendo le proprie azioni con gli strumenti a disposizione. Arpa svolge un lavoro complicato: se non autorizza certi interventi mette a rischio i posti di lavoro, se li autorizza invece mette a rischio l’ambiente. Le notizie sull’eventuale inquinamento devono essere fornite alla Procura, più che alla politica, che rischia di strumentalizzare la vicenda. Con una delibera di giunta abbiamo deciso che all’interno delle risorse per i Comuni verranno stanziati fondi per i carotaggi. L’assessorato alla sanità ha fatto il proprio lavoro, ci sono le condizioni affinché la magistratura possa dar conto di come stanno le cose. Solo allora potremo decidere quali azioni intraprendere. I sindaci hanno il compito di verificare che i prodotti agricoli della zona siano adatti ad essere commercializzati”.

 

LA M

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