Vertenza Umbria, Bravi non risparmia critiche e prepara la mobilitazione a Roma

“Il 25 ottobre in piazza San Giovanni a Roma ci sarà anche un grande pezzo di Umbria. Migliaia di cittadine e cittadini che insieme alla Cgil porteranno un messaggio chiaro: non si rilancia il Paese togliendo diritti al lavoro, ma allargando le tutele a chi non ne ha”. E’ questo il senso del ragionamento che oggi la Cgil dell’Umbria, con il segretario generale Mario Bravi, ha fatto il punto sulla “Vertenza Umbria”, sulle proposte del sindacato e sulle iniziative di mobilitazione in cantiere. “Abbiano 165 vertenze aperte e 125 mila umbri in grave sofferenza per le questioni collegate al lavoro. Queste persone attendono risposte”.

“L’impostazione del Governo è totalmente inadeguata – ha esordito il segretario della Cgil Umbria – perché ancora una volta, magari con un linguaggio apparentemente moderno, si ripropongono ricette vecchie e fallimentari: l’idea che abbassando i diritti e le tutele si possa rilanciare il lavoro”.

Bravi ha ricordato come l’articolo 18, ad esempio, sia stato oggetto di un’ampia revisione già due anni fa con il ministro Fornero, fatto che non ha certo prodotto risultati in termini di nuova occupazione, come i dati “agghiaccianti” sul lavoro dimostrano.

“In Umbria siamo a 51mila disoccupati – ha ricordato Bravi – ma è un dato che facciamo fatica a tenere aggiornato, visto che quotidianamente arrivano notizie di nuovi licenziamenti e di posti di lavoro bruciati”.

E la Cgil, che ha anche deciso di rivolgersi direttamente ai cittadini umbri con una lettera aperta che sarà pubblicata nei prossimi giorni, respinge al mittente le accuse, molto in voga in questi giorni, di un sindacato arroccato a difendere solo l’esistente: “Sono i fatti a parlare – ha detto Bravi, mostrando il Piano del Lavoro per l’Umbria, elaborato dalla Cgil nel 2012 – noi abbiamo avanzato proposte puntuali per la nostra regione e per il paese e su quelle vorremmo confrontarci, ma purtroppo assistiamo ad un silenzio insopportabile, anche da parte della politica locale”.

Bravi non risparmia aspre critiche anche ai parlamentari umbri del centrosinistra: “Non ho sentito una parola sull’attacco all’articolo 18 e ai diritti del lavoro – è l’accusa del segretario – mentre sono tutti impegnatissimi a scontrarsi su legge elettorale, preferenze e collegi”.

Naturalmente, al centro delle preoccupazioni del sindacato restano le grandi vertenze aperte sul territorio. Dalla chimica all’alimentare, passando per il nodo ex Merloni della fascia appenninica (“il 12 ottobre scade la cassa integrazione per gli ex dipendenti e 630 persone rischiano di andare a ingrossare le fila dei disoccupati umbri”), fino alla partita decisiva su Ast.

“Qui – ha detto Bravi alla vigilia dell’incontro decisivo al Mise – vogliamo essere molto chiari: se il Governo continuerà ad appiattirsi sulla linea della ThyssenKrupp, che pensa soltanto a come ridurre i costi tagliando il lavoro e le produzioni, noi siamo pronti ad affiancare i lavoratori di Terni nelle forme di mobilitazione che loro decideranno di mettere in atto, fino all’occupazione della fabbrica”.

Intanto, è partita la macchina organizzativa per la grande manifestazione del 25 ottobre a Roma. L’obiettivo della Cgil è quello di portare nella capitale 6000 umbri. Per partecipare è possibile rivolgersi alla propria Camera del Lavoro. Sul sito www.cgilumbria.it tutte le informazioni su pullman e iscrizioni.

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