Conte a Norcia, la piacevolezza della sorpresa. La differenza con i suoi predecessori, l’assenza di codazzoli.

Sono felice di essere venuto a Norcia, così il premier Conte – accompagnato dal commissario straordinario alla ricostruzione Legnini e dal Capo della Protezione civile Borrelli – si è rivolto al Sindaco della città Nicola Alemanno. Il Presidente del Consiglio ha regalto alla città di San Benedetto un intervento inatteso, che ha suscitato meraviglia. Nessuno se lo sarebbe aspettato, ” volevo farvi una sorpresa”  ha detto Conte. Nessuna formalità, un gesto spontaneo e sincero che i nursini hanno letto con grande soddisfazione. Forse qualcuno ( Regione e non solo) ci sarà rimasto male ma lui ci teneva ad avere un contatto spontaneo con la città. Nessun codazzolo solo coloro che hanno ” sofferto e soffrono ancora”.  Dopo aver salutato i ragazzi dell’Istituto “De Gasperi- Battaglia” il premier si è soffermato sulla ricostruzione ricordando occorre un pò di tempo ancora ma ” ora ci sono tutte le condizioni per accelerare dopo gli ultimi provvedimenti del governo”.  Questo pezzo di fine anno e il prossimo saranno decisivi per il futuro del territorio. Conte ritiene che  l’arco temporale necessario è ” intorno ai cinque anni”, che il suo Governo ha fatto quello che gli è stato chiesto dai Sindaci e ora ci sono tutte le condizioni per andare veloci. Al Sindaco di Norcia ha comunicato che nei prossimi giorni ci sarà un sopralluogo dell’Eni per la ricostruzione della Basilica di San Benedetto, un intervento che può rappresentare lo spartiacque. C’è piena sintonia tra il Presidente del Consiglio, il Commissario straordinario e il capo della protezione civile,  circostanza che può risultare decisiva per la ricostruzione. Anche questa è una novità che può aiutare molto. Quando si avvicina alle aree del terremoto il premier Conte lo fa sempre con moderazione, scevro da ogni forma di eccesso e sempre con grande rispetto per la popolazione. A differenza dei suoi predecessori preferisce una presenza contenuta , non chiassosa e – grazie a Dio –  risparmia la popolazione di quelle spiacevoli ” processioni” che hanno caratterizzato i primi tre anni del dopo sisma. Circostanze che la gente non ha assolutamente gradito e che dovrebbe creare imbarazzo ai protagonisti di tanto chiasso anche alla luce di quanto si è visto – nulla – in questi anni.