Ospedale di Spoleto, il Tar boccia il ricorso del Comune di Spoleto. Decisione che lascia perplessi.

Brutta notizia per la città di Spoleto: il Tribunale Amministrativo dell’Umbria (Tar) ha bocciato il ricorso del Comune di Spoleto contro la delibera della giunta Tesei e l’ordine di servizio del direttore sanitario dell’Asl 2. Per i giudici amministrativi non ci sono le condizioni per accogliere la richiesta di sospensiva avanzata dall’amministrazione comunale in quanto la direzione sanitaria ” con il secondo ordine di servizio del 22 ottobre, si è preoccupata di contestualmente istituire il punto di primo intervento presso l’Ospedale interessato nonchè di potenziare i servizi di trasporto e l’attività del 118. Pertanto tale provvedimento, sia pure non potendo ( per oggettive ed evidenti ragioni) surrogare il pieno servizio di pronto soccorso, costituisce però una forte mitigazione del pregiudizio arrecato dalle altre misure impugnate, peraltro giustificato da una situazione di crescente e preoccupante emergenza epidemiologica da Covid-19, i cui ricoveri rappresentano in tutta evidenza situazioni da pronto soccorso”. Con questa motivazione il Presidente del Tar Umbria Raffaele Potenza ha respinto il ricorso depositato dal Comune di Spoleto. Naturalmente il Tar si è pronunciato esclusivamente sulla richiesta di sospensione degli atti adottati mentre è stata fissata per il 17 novembre l’udienza dove si entrerà nel merito. Una decisione questa di oggi che comunque non convince del tutto in quanto l’Ospedale di Spoleto fa parte della rete dell’emergenza dell’Umbria. Togliere un pronto Soccorso, che è tutt’altra cosa rispetto al punto di primo intervento, significa che Spoleto non fa più parte della rete dell’emergenza con tutte le conseguenze che ne comporta. Ma per decidere questo non è sufficiente una delibera della giunta regionale essendo una previsione del Piano Sanitario regionale. Occorrerebbe una delibera del Consiglio Regionale che decide di togliere il San Matteo degli Infermi dalla rete dell’emergenza e trasformarlo in un semplice Ospedale di comunità. In questo caso una delle 4-5 città più importanti dell’Umbria resterebbe di fatto senza un vero ospedale.