Il Perugia in Irpinia per confermare la tradizione

Per il Perugia giocare al Partenio porta decisamente bene. Cinque infatti sono le vittorie biancorosse, due quelle biancoverdi e quattro i pareggi. Una tradizione nettamente favorevole quindi, che si spera che sabato prossimo alle ore 15, quando due provinciali che hanno fatto la storia del calcio italiano (il Grifo fu la prima squadra a chiudere un campionato imbattuto mentre i lupi restarono in serie A per dieci anni consecutivi, un record tuttora imbattuto per una compagine di questo calibro) incroceranno i tacchetti per la dodicesima volta nella storia. Partiamo ovviamente dall’ultima occasione, che ha visto il Perugia vincente (nella foto una fase della sfida) in rimonta per 2-1. Un colpo di testa di Trotta ha portato in vantaggio i lupi ma nel finale una doppietta di Diego Falcinelli ha rovesciato completamente tutto. E’ stata quella la vittoria che ha fatto capire che il Perugia poteva aspirare a qualcosa di più che una semplice salvezza, cosa che poi è avvenuta con il raggiungimento dei playoff. L’ultima vittoria dei padroni di casa è da ricercarsi nel campionato di Lega Pro Prima Divisione 2006/07, un 3-1 firmato da Evacuo, Greco e Tufano. Il gol di Fabio Mazzeo fu sufficiente soltanto a salvare la bandiera perugina. L’altro successo irpino risale invece al 1980/81, un 2-1 siglato Massa e Vignola, con Dal Fiume che riuscì solo ad accorciare le distanze. Alla fine di quel campionato il Perugia retrocesse e ci mise ben 15 anni a tornare nella massima serie. Risultato ottenuto anche grazie all’1-1 di quella stagione – parliamo ovviamente del 1995/96 – quando Luiso pareggiò il gol di Giunti; e alla fine le due formazioni furono protagoniste di due traguardi opposti: biancorossi in A all’ultima giornata e biancoverdi in C1 sempre negli ultimi 90′. Sempre rimanendo in tema di pareggi non può essere dimenticato il 2-2 del 1979/80, che fece da apripista ad uno dei più grandi scandali che coinvolse la società di Pian di Massiano e più in generale il calcio italiano, il Totonero. Paolo Rossi segnò una doppietta e successivamente, accusato di aver truccato la partita, venne squalificato per due anni. Il capocannoniere del Mundial di Spagna ’82, vinto dagli azzurri, aveva così ricordato quell’avvenimento nefasto: «Dopo cena, mentre sto giocando la solita partita a tombola, tanto per ammazzare il tempo, mi si avvicina il mio compagno Della Martira: “Paolo, vuoi venire un attimo che ci sono due amici che vogliono conoscerti?”. Non sono capace di dire di no. Controvoglia affido le mie cartelle a Ceccarini e mi alzo. Nella hall vedo due tipi che non avevo mai visto, stringo loro la mano: “Piacere”. Non capisco cosa vogliano da me. Improvvisamente Mauro Della Martira dice: “Paolo, questo è un mio amico che gioca alle scommesse”. E l’amico dell’amico in spiccato accento romanesco: “Paolo, che fate domenica?”. Rispondo genericamente: “Beh, cerchiamo di vincere”. “E se invece pareggiate?”. Non capisco dove voglia andare a parare, sono imbarazzato anche se non lo do a vedere. Non vedo l’ora di liberarmi dall’impiccio». Questa poi la risposta di quello che ancora non era diventato per tutti Pablito: «Il pareggio non è un risultato da buttare. L’Avellino ha un punto in meno di noi, ha vinto con la Juve e ha perso soltanto con il Torino“. “Sai, abbiamo un amico dall’altra parte che dice che un pareggio andrebbe più che bene”, aggiunge l’altro… “magari fai anche due gol”. La discussione non mi piace per nulla. Voglio tornare alla mia tombola, queste facce non mi ispirano fiducia, taglio corto: “Mauro, mi aspettano, ci vediamo, fai tu” giusto per non fargli fare brutta figura. E torno al mio posto e riprendo a giocare. Tutto è durato appena due minuti, quelli che diverranno i due minuti più angoscianti della mia carriera». Una pagina nera, anzi nerissima, degna purtroppo di essere ricordata. Ma è l’unica di una storia che sorride di gran lunga al Perugia, sperando naturalmente che i numeri bastino per portare via i tre punti dal Partenio.

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