Materazzi chiama, Peluso risponde: “Sarò positivo e vincente”

Un perugino in India. Già, è proprio il caso di dirlo, nonostante le sue origini siano pugliesi. Maurizio Peluso (nella foto tratta da www.ilgiornaledivicenza.it), 31 anni compiuti lo scorso 20 giugno, in Umbria ci vive da una vita e sicuramente porterà un pezzo di Perugia in India, dove a partire dal prossimo ottobre si cimenterà nel massimo campionato calcistico nazionale. La squadra in questione è il Chennaiyin, per giunta la detentrice del titolo, allenata da Marco Materazzi, che svolgerà proprio nel capoluogo umbro la preparazione a partire dal 22 di agosto. Tutti gli appassionati e i conoscitori del calcio dilettantistico umbro ricorderanno sicuramente le gesta di questo guizzante attaccante del 1985, che circa 11 anni fa, dopo aver trascinato il Pretola in Eccellenza a suon di gol (ben 26), si è reso protagonista di un salto di categoria ancora oggi con pochi eguali nella storia del calcio nazionale: fu il Pisa dell’allora presidente perugino Leonardo Covarelli a portarlo direttamente in serie C1 e il bomber se la cavò più che egregiamente, siglando 4 gol in 26 partite, alcune molto importanti e prestigiose. Dalla stagione successiva inizia un lungo peregrinare tra C1 e C2, dove visse il suo momento migliore nella Juve Stabia di Rastelli, stagione 2009/10, dove vinse il suo primo campionato professionistico dopo essere retrocesso ai playout al termine della precedente annata. Nel 2013, dopo alcune annate poco fortunate con Gavorrano, Avellino ed Aversa Normanna, la scelta di scendere in D per rilanciarsi, che si è rivelata azzeccatissima: la Pistoiese di Morgia gli dà occasione di mettersi in mostra e lui non tradisce (31 partite, 14 gol), aiutando i toscani a tornare tra i professionisti. Le ultime due stagioni Maurizio ha infine militato nei veneti dell’Altovicentino, ottenendo due secondi posto dietro le corazzate Padova e Parma, segnando complessivamente 31 gol in 59 partite nonostante qualche problema fisico di troppo. Una media altissima che Maurizio proverà a ripetere anche in India. La nostra redazione lo ha contattato in esclusiva per conoscere a caldo le sue sensazioni.

Quali sono le tue impressioni dopo aver accettato questa sfida piuttosto stimolante?

Al primo impatto sicuramente positive. Quasi non si vede l’ora di iniziare perché sarà un’esperienza bella e perché avrò a che fare con persone preparatissime. Ho la fortuna di essere allenato da un campione del mondo e non capita spesso e a tutti. Sono contento di fare parte di questa rosa.

Conosci personalmente alcuni dei tuoi futuri compagni?

Conosco personalmente Matrix e il suo staff, tra i giocatori sono a me noti per fama gente come Riise e Blasi.

Raccontaci come è nata questa idea.

Mi trovavo a casa di amici e mi è arrivato un messaggio di Materazzi che mi ha chiesto se avevo voglia di affrontare questa avventura. Pensavo inizialmente ad uno scherzo, ma invece poi ho capito che faceva sul serio. E ho accettato subito.

Cosa ti aspetti da questa avventura che stai per affrontare?

Sarà sicuramente un’esperienza importante. Ho tanto da imparare da Matrix sia calcisticamente che mentalmente, perché nella sua carriera ha dimostrato di essere un vincente e sono convinto che mi trasmetterà la giusta mentalità per ottenere il successo finale. Inoltre sono convinto che tatticamente e tecnicamente migliorerò molto.

L’obbiettivo finale non può che essere uno quindi….

Certo, perché Matrix non è uno che si accontenta di partecipare, ma è una persona a cui piace vincere.

Facciamo un passo indietro. Ti è dispiaciuto lasciare l’Altovicentino? C’è qualche rammarico sul piano tecnico e umano?

Attualmente provo un grande affetto per la piazza, per il presidente e per i tifosi, che mi hanno voluto veramente bene. Sono stati due anni bellissimi, anche se sul piano fisico ci sono stati degli alti e bassi essendo reduce da una pubalgia. L’unico vero rammarico è non essere riuscito a regalare a questa gente una vittoria che sicuramente era alla nostra portata.

Oramai sono dodici anni che giochi fuori dalla nostra regione, credi che un tuo ritorno sia ipotizzabile al termine dell’esperienza indiana?

A me piacerebbe molto tornare in Umbria, ma è anche importante che ci sia un progetto serio. Durante il mese di giugno ho ricevuto diverse chiamate, ma non è che abbia approfondito più di tanto il discorso perché oramai la scelta l’avevo già fatta.

Dalla nostra redazione il più sincero in bocca al lupo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.