Ternana, la metamorfosi di Falletti: da oggetto misterioso a indispensabile

Un inizio difficile e poi l’esplosione. Cesar Falletti sta trascinando la Ternana verso uno storico piazzamento in zona playoff e adesso è uno dei leader assoluti di questo gruppo che vuole fare grandi cose. Alla Gazzetta dello Sport il fantasista di nazionalità uruguayana si è confessato ripercorrendo le tappe principali di una carriera ancora tutta da scrivere. Vediamole:

L’ARRIVO IN ITALIA DA OGGETTO MISTERIOSO – Cesar arriva nel nostro Paese nell’estate di tre anni fa. Squadra di provenienza l’Altetico Cerro, dove si è messo in luce dal 2011 al 2013, giocando da riserva il primo anno (9 presenze e 1 rete) e da titolare il secondo (30 presenze e 4 reti). I margini di crescita sono notevolissimi sin da subito, tant’è che se ne accorge la nazionale Under 20 che gli permette di disputare il mondiale di categoria in Colombia nel 2011, scendendo in campo in 5 occasioni e andando anche a segno una volta. Anche l’Under 21 lo prende in considerazione, facendogli disputare soltanto una partita. Il futuro sembra luminoso, come spiega lo stesso giocatore: “Giocavo in una provinciale e un giorno il mio procuratore mi dice che c’era la possibilità di andare in Italia e che dovevo farmi trovare pronto. C’era anche Avenatti sul mio aereo, che aveva disputato il mondiale under 20 nel 2013, io invece ero un perfetto sconosciuto. Siamo subito diventati amici”. L’ambientamento non poteva essere facile: “In Uruguay ero piazzato nel vivo della manovra e potevo andare dove volevo. Qui invece ho sofferto in silenzio”. La sua prima stagione terminerà con 24 presenze, molte delle quali da subentrato, e nessun gol.

2014/2015, LA PRIMA GIOIA – La seconda stagione è quella in cui Cesar riesce a farsi apprezzare maggiormente dal pubblico ternano. L’occasione non poteva che essere quella giusta: il derby contro il Perugia. La gara di andata si giocava in un Curi bollente e vedeva i Grifoni prevalere per 2-1. Poi l’espulsione di Falcinelli e la mossa di Tesser che decide di inserire il folletto uruguagio per poter far male tra le linee. Mossa azzeccatissima, perché il gol del 2-2 definitivo è suo, realizzato in grande stile saltando quattro giocatori più il portiere. Sembrerebbe essere la sua consacrazione invece tutto sembra tornare come prima, con panchine, tante, e lampi, pochi. “E’ stata l’unica gioia” ha confessato Falletti. E alla fine, per le Fere, sarà salvezza risicata.

2015/2016, L’ARRIVO DI BREDA E L’ESPLOSIONE – Per poter dare una svolta alla sua carriera italiana spesso ci vuole l’aiuto di qualcuno, specie di un allenatore. Questi è Roberto Breda, chi più di tutti ha saputo sfruttare le sue qualità, consegnandogli le chiavi della manovra offensiva e disegnando un 4-2-3-1 che ben si adatta alle sue caratteristiche. Maglia numero 10 sulle spalle, Cesar assurge ad uno dei leader della squadra e mostra più sicurezza nelle giocate. E i risultati si vedono: posto da titolare inamovibile con 27 gettoni e 8 reti realizzate, alcune delle quali bellissime e decisive. Ma, oltre al lavoro del tecnico, c’è anche dell’altro: “Prima entravo nello spogliatoio e non parlavo. Adesso ho un grande rapporto con tutti. Inoltre l’arrivo di Alejandro Gonzalez, un mio secondo padre, mi ha aiutato tantissimo”. E ora le voci di mercato sono pronte a scatenarsi, ma lui non fa una piega: “Non ci penso perché questo campionato è ancora tutto da giocare. Penso solo alla Ternana”. E con un giocatore così nessun traguardo è precluso. Anche il mister rossoverde è tranquillo: “Cesar sa fare un po’ tutto e potrebbe giocare anche due partite di fila! E ha ancora tanti margini di miglioramento”.

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