In Umbria indice Rt all’ 1,67, sintomatici in aumento. Tracciamento in tilt, Asl in affanno.

Il monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità , con i dati relativi alla settimana 19-25 ottobre, offre pochi spunti di ottimismo. L’Umbria è considerata una regione ” a rischio moderato”, sicuramente per il momento corre meno rischi della Lombardia e del Veneto. Ma con ” probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese”. La conferma di uno stato di allerta arriva dall’indice Rt : 1,67. Il report  sostanzialmente ci dice che in Umbria l’epidemia è in rapido peggioramento e c’è una situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo. Avendo l’Umbria  superato la soglia dell’ 1,5 è chiaro che dovrà prepararsi allo scenario peggiore, quello che gli esperti chiamano “scenario quarto”.  Cosa sta avvenendo in queste ore nella nostra regione ? Si sta semplicemente verificando che scende il numero dei casi rilevati per tracciamento dei contatti e sale quello dei casi rilevati per comparsa dei sintomi. Ormai l’ 80 per cento dei casi non si attiene a nessuna catena di trasmissione nota , a conferma delle difficoltà crescenti nel tracciamento. Per di più nelle ultime ore ha preso forma l’ennesimo braccio di ferro tra Governo e Regioni, proprio sul tracciamento dei contatti. Da una parte il Governo a rilanciare il contact tracing; dall’altra le Regioni – compresa l’Umbria –  che chiedono di lasciare fuori dalla lente dei tamponi le persone asintomatiche. Il punto di partenza è che i dipartimenti di prevenzione delle Asl non riescono a individuare i contatti dei positivi.  Come si risolve questo braccio di ferro ? Il Presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini ha chiesto di riorganizzare l’attività di tracciamento ” laddove  risulti impossibile il completo contact tracing , le Regioni potranno individuare delle priorità di intervento tempestivo come ad esempio isolare i componenti del nucleo famigliare presso il quale si è registrato il caso positivo”.  Da questa settimana, invece, nella regione Lazio  è possibile eseguire gratuitamente test rapidi antigenici presso gli studi di circa 300 medici di famiglia. La proposta delle regioni di fare tamponi solo ai sintomatici viene considerata pericolosa dagli scienziati , a loro parere rappresenterebbe una vera e propria resa per quanto riguarda il tracciamento. Significherebbe  arrendersi completamente  a perdere il tracciamento in modo definitivo; se non sappiamo più quanti siano gli asintomatici , questi potranno continuare a infettare. Una possibile alternativa potrebbe essere l’uso massiccio dei tamponi rapidi. Pochi giorni fa il direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Umbria 1, Giorgio Miscetti, ha inviato una lettera alla Presidente Tesei e all’Assessore Coletto con la quale ha descritto tutte le difficoltà del tracciamento umbro.  ” Con l’aumento dei contagi il sistema è in grande difficoltà”, ha scritto Miscetti. Il direttore del dipartimento dell’Asl 1 ha sottolineato che occorre una regia unica regionale, un gruppo interaziendale e nuovi e migliori strumenti tecnologici. Il lavoro è quadruplicato ma nell’azienda sanitaria perugina attualmente ci sono soltanto cinque medici strutturati, più cinque specializzandi. Sul tema è intervenuto anche il Consigliere regionale del M5S, Thomas De Luca : ” In Umbria è saltato il sistema di tracciamento dei contagi. E lo stop dei tamponi agli asintomatici, anche con contatto diretto,  rende libero chiunque possa essere inconsapevolmente fonte di contagio. Una situazione davvero assurda visto che non mancano reagenti né le strutture per effettuare tamponi. A meno che non si abbia la possibilità , pagando 90 euro, di farlo in uno studio privato”.  Ma è lo stesso commissario Covid dell’Umbria Antonio Onnis a confessare la situazione attuale nella nostra regione. ” Considerando che nella migliore delle ipotesi – sostiene Onnis –  ogni potenziale contagiato ha avuto una ventina di contatti, ad essere ottimisti, parliamo di rintracciare ottomila persone ogni giorno. Impossibile con i nostri mezzi perfino contattarli, figurarsi se possiamo solo immaginare di fare il tampone  anche agli asintomatici”.  Nel frattempo però c’è in Umbria un record di persone trovate positive, il contagio accelera e quel “rischio moderato” di oggi con molta probabilità progredirà a “rischio alto” nelle prossime settimane. Del resto con un indice Rt  dell’ 1,67 l’Umbria si sta avvicinando velocemente allo scenario 4, ” con rischio di tenuta dei servizi sanitari nel breve periodo”.