Ribaltone Csm, il plenum si spacca e non si opporrà al ricorso dell’ex procuratore di Terni

Una spaccatura clamorosa, 12 contrari contro 12 favorevoli e quattro astenuti. Il risultato finale è che il Csm non si opporrà al ricorso presentato al Tar del Lazio dall’ex procuratore di Terni Alberto Liguori contro la decisione di non confermargli l’incarico per i contenuti delle sue Chat con Luca Palamara, rimosso dalla magistratura dopo lo “scandalo” dell’Hotel Champagne. Un risultato inatteso considerato che la delibera era stata inserita tra quelle di particolare urgenza all’ordine del giorno. Era stato il vecchio Csm, poco prima della fine del suo mandato, a stabilire che Liguori doveva lasciare la guida della procura di Terni per aver cercato, tramite Palamara, di “influenzare” Palazzo dei marescialli su alcune nomine, come sostiene la delibera approvata a gennaio.  Una decisione che evidentemente ha lasciato perplessi una buona parte dei nuovi consiglieri. Nel suo ricorso Liguori chiede non solo di annullare la delibera ma anche di sospenderla in via di urgenza. Ragione per la quale la pratica era stata inserita oggi tra quelle che dovevano avere priorità assoluta.