Smartphone e cellulare nell’Alta sicurezza del carcere di Terni: blitz in 4 celle

Tre smartphone, un micro cellulare, una chiavetta Usb e una scheda telefonica sono stati scoperti e sequestrati nelle serata di ieri dalla polizia penitenziaria all’interno di quattro celle del reparto Alta sicurezza del carcere di Terni. I dispositivi erano nascosti all’interno dei portarotoli della carta igienica. ” I poliziotti penitenziari – afferma Roberto Esposito del sindacato autonomo Sarap – come in tutti gli istituti del territorio nazionale, ormai lavorano prioritariamente per contrastare le mancanze di un’amministrazione che non vuole risolvere il problema che regna negli istituti penitenziari come quello dell’introduzione di telefoni cellulari”. Il Sarap elogia dunque ” la brillante operazione portata al termine dal personale in servizio all’istituto di Terni”.  Il carcere di Terni ospita anche detenuti in “41 bis”, mafiosi, camorristi e ndranghetisti. Sono passati per Terni personaggi come Bernardo Provenzano( capo di Cosa Nostra prima di lasciare Corleone e preso dalla Polizia dopo 43 anni di latitanza), Antonio Campana (capo della nuova Sacra Corona Unita), Giovanni Tegano ( boss della ‘ndrangheta), Raffaele Cutolo (boss della camorra). Ma a vocabolo Sabbione è finito anche Gilberto Cavallini, ex terrorista di estrema destra dei Nuclei armati rivoluzionari (Nar).  Un carcere che racconta tante storie criminali ma anche vicende personali, come quella di Raffaele Cutolo. Don Raffaele  è diventato padre proprio quando era nel carcere di Terni, il 30 ottobre del 2007 è nata Denise, figlia del boss campano e di Immacolata Iacone.  Ora la domanda che viene spontanea è come possono entrare in un carcere così tre smartphone e un cellulare. In teoria non potrebbe entrare nulla, eppure il cellulare e i tre smartphone dietro le sbarre c’erano. Come fanno a eludere i controlli, farsi passare una chiavetta Usb e un cellulare per poi usarlo per comunicare con l’esterno ? Inutile ribadire che l’utilizzo di un cellulare da parte di detenuti rinchiusi nelle celle del reparto di Alta sicurezza può favorire le varie attività criminose dettate dall’interno all’esterno di un carcere. E’ possibile accorgersi di chiamate in corso con i telefonini nelle sezioni detentive, soprattutto di Alta sicurezza ?  Ora sulla vicenda di vocabolo Sabbione partiranno le indagini per accertare le modalità di ingresso dei tre smartpfone e del cellulare. Sarà la stessa polizia penitenziaria, insieme alla Procura della Repubblica di Terni, ad accertare eventuali responsabilità e a scoprire il ” trucco” che ha consentito di sfuggire ai controlli.