Terni, schermaglie tra i candidati. Angeletti (Pd) resta alla finestra, M5S denuncia un patto col centrodestra. Latini lancia un appello ai ternani

TERNI – All’indomani del primo turno delle elezioni amministrative, scattano le strategie per apparentamenti, vicinanze e giochi di sponda. Al ballottaggio andrà Leonardo Latini, spinto dal centrodestra e Thomas De Luca, barricadero consigliere M5S, anima dura dell’opposizione a Leo Di Girolamo in questi anni. Tutto lascia presagire ad una vittoria del centrodestra. Lo stesso candidato del Pd Paolo Angeletti lo dice senza mezzi termini: “Mi sembra che l’esito del primo turno sia chiaro. Il centrosinistra è stato sconfitto, ma restano saldi i valori che l’hanno guidato. Ciò significa che l’opposizione che farà in consiglio comunale dovrà essere ferma e responsabile, non dimenticando tuttavia la collaborazione nelle proposte condivisibili. In particolare la necessità di portare sino in fondo e cogliere le opportunità che i governi uscenti di centrosinistra sia a livello locale che nazionale hanno messo a disposizione della comunità: dall’Area di Crisi Complessa ad Agenda Urbana passando per Smart City e Piano Periferie. In ottica ballottaggio, date le percentuali raggiunte, non mi sembra che la posizione degli altri nei confronti di De Luca e Latini possa spostare il risultato in modo significativo”.

Il M5S stigmatizza l’atteggiamento del centrosinistra, contestando l’invito all’indifferenza. “Ing. Angeletti – dice Thomas De Luca –  ho letto attentamente il suo comunicato di oggi. Le confesso che sono rimasto non solo sgomento ma decisamente stupito. Ho letto una dichiarazione di sostegno esplicito ad una coalizione di destre illiberali e affariste, un’esortazione ad abbandonare la nave in nome di un’inconfessabile ‘patto della ciriola’. Un appello all’indifferenza, all’astensione che lascia davvero pensare a un vero e proprio accordo sottobanco tra pezzi di apparato dei partiti. Sono convinto che in alcun modo le indicazioni di voto possano oggi determinare o imporre scelte ai cittadini, compresi i suoi elettori che sapranno sicuramente scegliere in modo consapevole di fronte a un’offerta politica, quella del centrodestra, in contrasto con il loro sistema valoriale. Voglio comunque però porle alcune domande: una poltrona in più in consiglio comunale può essere barattata con la storia, con la civiltà, con l’identità della nostra città? Davvero lei è disposto a scambiare una poltrona in più con lo smembramento del patrimonio pubblico dei ternani, permettendo lo smantellamento dei servizi pubblici, la privatizzazione delle partecipate e in particolare dell’ASM Terni SpA? A mettere a repentaglio il futuro e la serenità di migliaia di lavoratori con esternalizzazioni e privatizzazioni selvagge, con l’ambiguità, l’incompetenza e il disinteresse più volte dimostrato dal centrodestra in merito agli appalti e alle garanzie per il lavoro? Davvero lei è disposto a vanificare qualsiasi sforzo fatto in questi anni sull’area di crisi complessa, sugli strumenti di programmazione economica per le imprese in cambio di idee inconsistenti, nessun programma e proposta concreta per lo sviluppo economico della città, con silenzi imbarazzanti e balbettamenti sulle soluzioni per rimuovere gli ostacoli infrastrutturali che impediscono gli investimenti nel nostro territorio?”.

“Davvero lei è disposto a svendere la salute dei ternani tutti, anche la sua, andando contro chi come noi in questi anni ha dimostrato in maniera unanime di avere la competenza e la volontà di costruire una nuova città sostenibile a tutela di cittadini e lavoratori? Cosa la spinge a sostenere chi non ha nemmeno una pagina del proprio programma dedicata al sociale, ai servizi alla persona, all’inclusione, ai portatori di diritti e ai loro progetti di vita, ai beni comuni, all’inserimento lavorativo e al contrasto alla violenza sulle donne? Sono cresciuto in un contesto culturale dove una famiglia in difficoltà poteva fare conto su una rete d’intervento solidale in cui ognuno era direttamente responsabile dell’altro, dove non c’era spazio per la disperazione indotta dalla solitudine, per l’esclusione sociale. Io vengo da una Terni altruista dove il metro con cui si misura il valore di una persona è l’onestà, la lealtà e il rispetto.  Con uno sforzo enorme, con serietà, disponibilità al confronto e al dialogo, con un approccio oggettivo e istituzionale li abbiamo inchiodati al ballottaggio. Per questo ritengo un dovere che la sua generazione si prenda almeno la responsabilità di scegliere in maniera consapevole, di non cedere all’indifferenza che condannerebbe la mia generazione ad andarsene da Terni per garantire un futuro a se stessi e alla propria famiglia. Da parte mia so di avere l’obbligo di vincere perché la nostra proposta, la nostra visione, la nostra squadra è l’unica possibilità di riscatto per Terni. L’unica visione compatibile con i valori di una città solidale, laica, sostenibile, dinamica”.

Latini bipassa gli accordi e si rivolge “direttamente al popolo ternano, senza l’intermediazione di altre forze esterne alla collaudata coalizione di centrodestra e civici che si è presentata al primo turno. La città siamo tutti (maggioranza, opposizione, astensionismo) e siccome ha sofferto e soffre, il risollevarla, il darle una nuova configurazione che le faccia onore, richiede il concorso e l’impegno di ciascuno. Penso ai candidati delle altre liste con cui ci siamo confrontati sempre con rispetto reciproco e con toni pacati. Abbiamo condotto una campagna elettorale di alto livello civile, ci siamo reciprocamente riconosciuti come persone serie e onestamente impegnate in ragione di un bene superiore. Spero vivamente che tutto questo non vada perduto, e che, nel rispetto dei ruoli, si traduca in confronto alto, propositivo, costruttivo per il bene della città e il benessere di chi la abita. In vista del voto del ballottaggio del 24 giugno, lanciamo un appello a tutti coloro che hanno votato altre forze politiche non arrivate al ballottaggio, a tutti coloro che non sono andati a votare e a quei delusi della sinistra che hanno vissuto sulla propria pelle e nei loro cuori quella frattura evidente tra una “sinistra di potere” che negli ultimi venti anni si è contraddistinta per il carattere autoreferenziale e per il soddisfacimento di interessi personali e una “sinistra di popolo” fatta da persone oneste e da lavoratori, portatori di quella cultura operaistica che rappresenta una delle più significative anime e identità che compongono il mosaico della nostra Terni. Dimostreremo con gli atti e con le scelte, come si possa costruire un’alternativa di buona amministrazione, ricucendo lo scollamento tra i cittadini e le Istituzioni, tornando a far sentire il Sindaco non come una controparte della piazza indignata, ma come l’espressione alta della democrazia rappresentativa dei legittimi interessi dei cittadini e punto di riferimento dell’intera comunità ternana. Come abbiamo fatto in questo mese e mezzo di campagna elettorale continueremo a incontrare direttamente le associazioni, le rappresentanze sindacali e le forze vive della città partecipando a quei confronti a cui abbiamo già dato la nostra disponibilità. Ma soprattutto già da ieri siamo tornati in mezzo alla gente per parlare con loro e recepire le problematiche più impellenti. Siamo fortemente fiduciosi che, al di là di diverse posizioni, sta per aprirsi per la nostra amatissima città una nuova stagione di libertà, di iniziative, di attrattività analoga a quella primavera che il centrodestra seppe animare venticinque anni fa”.

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