Covid cancella preghiera in piazza a Norcia. Vescovo: sentiamo fatica e delusione

PERUGIA – L’emergenza Covid non risparmia proprio nulla e ha cancellato a Norcia anche la tradizionale preghiera in piazza San Benedetto, organizzata in ricordo della grande scossa di terremoto che il 30 ottobre 2016 colpì la città e il Centro Italia. Stamani, nel giorno del quarto anniversario, davanti alla Basilica soltanto il via vai degli operai impegnati nella ricostruzione post sisma e nello svuotamento delle macerie dalla “casa” del santo protettore d’Europa.
“Questo terribile virus ci ha privato anche di vivere il nostro momento di raccoglimento, quella che stiamo vivendo è un’emergenza nell’emergenza e per chi è costretto a viverla da questi luoghi, magari da dentro una casetta Sae o in un container, è ancora più dura”, ha detto all’ANSA il sindaco Nicola Alemanno.
“Abbiamo ancora oltre 700 famiglie che vivono nelle Soluzioni di emergenza – ha ricordato il sindaco – ma a farci sperare è l’avvio deciso della ricostruzione privata grazie alle ultime ordinanze dal commissario Giovanni Legnini che hanno semplificato molto le procedure. Adesso – ha sottolineato Alemanno – attendiamo che il legislatore, come promesso, semplifichi anche quelle per il recupero del patrimonio pubblico”.

Alemanno ha ricordato, inoltre, che per la Basilica di San Benedetto sono stati affidati i lavori di progettazione.
“Contiamo di avere per la prossima primavera il progetto a disposizione” ha aggiunto. “Intanto è partito l’iter per l’individuazione del partner privato che contribuisca alla ricostruzione della Basilica – ha spiegato il sindaco -, così da evitare una vera gara d’appalto e questo permetterà di accorciare notevolmente i tempi per l’avvio del cantiere”.
Il sindaco si è detto convinto che “il 2021, pandemia permettendo, sarà l’anno di svolta per la ricostruzione della nostra città”. “Intanto – ha concluso – sono trascorsi quattro anni da quella terribile scossa e un grande grazie lo voglio dire alla mia gente che in questo lasso di tempo ha mostrato tanta forza e tanta pazienza”.

 

“Quattro anni fanno 1.460 giorni durante i quali sentiamo tutto il peso, la fatica e anche la delusione di cui abbiamo tante volte parlato e che non vogliamo si ripetano più”: così l’arcivescovo della diocesi Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, ricorda il quarto anniversario dalla scossa di terremoto che il 30 ottobre 2016 distrusse Norcia.
“Stiamo vivendo – ha spiegato il presule – un momento difficile aggravato anche dalla situazione di emergenza sanitaria legata al Covid-19 che si prolunga nel tempo. Mi sembra che risuoni particolarmente attuale e urgente in questa circostanza il monito di Papa Francesco: più grave della pandemia, e io aggiungo più grave del terremoto, sarebbe soltanto l’incapacità di cogliere un messaggio che ci portano: quello di una vita seria in grado di valorizzare ciò che è essenziale, capace di ricominciare sempre di nuovo. Inutile piangersi addosso e moltiplicare le lamentazioni. È ora invece – ha detto ancora mons. Boccardo – di dare una svolta all’esistenza e riempirla di cose nuove e valide che illuminino la mente e che riscaldino il cuore. Io credo che questo anniversario, debba spingerci tutti a una profonda revisione di vita”.
“Siamo sollecitati a questo anche dalla pandemia – ha spiegato monsignor Boccardo – che torna a farci sperimentare la fragilità, la trepidazione e l’incertezza del futuro. Fissiamo la nostra attenzione sulle cose essenziali, lasciamoci guidare da questa sapienza naturale di credenti che lo Spirito di Dio infonde nei nostri cuori e dalla ricerca di cose grandi, capaci di dare senso e rendere feconda la nostra vita”.