Caccia, l’Atc Perugia 2 si trasferisce e fa il punto sull’attività della nuova gestione

PERUGIA – L’Ambito territoriale di caccia (Atc) Perugia 2 si trasferisce. Venerdì 19 dicembre verrà inaugurata a Foligno la nuova sede in via dei Mille 37. Approfittando dell’annuncio, l’ente traccia un bilancio dell’attività svolta in oltre un anno dall’inizio della nuova gestione.

“Il nostro obiettivo primario – ha affermato Luciano Calabresi, presidente dell’Atc Perugia 2 – è e resta l’instaurarsi di una nuova cultura venatoria. Traguardo sicuramente ambizioso ma non velleitario, raggiungibile con l’aiuto e il lavoro di tutti coloro che hanno un ruolo attivo nella cura del territorio e del paesaggio: istituzioni, associazioni, incluse ovviamente quelle del mondo venatorio, agricoltori e liberi cittadini portatori di idee e interesse in un ambiente, quello rurale, trascurato da troppo tempo, che dovrà invece costituire necessariamente la scommessa vincente per una riscossa sociale ed economica della nostra Umbria”.

“Ribadiamo la massima attenzione alla formazione e all’informazione – ha proseguito Calabresi –, ritenendo il confronto e lo scambio di idee alla base di quella crescita culturale posta da subito come finalità primaria. Lo dimostra anche il nostro impegno per la nascita di un centro di formazione per la gestione faunistica e la cura del paesaggio. Un percorso questo, da noi promosso con corsi di formazione e convegni, già iniziato dalla Provincia di Perugia e che siamo certi continuerà con la nuova presidenza”.

“Nel nostro bilancio di previsione 2015 – ha commentato ancora Calabresi –, pur nella ristrettezza delle cifre, emerge l’attenzione, per un bilancio sano, verosimile e in linea con il rispettivo consuntivo 2014. Allo stesso tempo prevediamo scelte che vanno a rafforzare la politica dell’ente stesso: produzione e immissione nei territori di selvaggina sana e di qualità, in grado di sopravvivere, adattarsi e riprodursi; nuovi regolamenti e disciplinari rivolti a tale fine, in particolare per la specie lepre; rafforzamento delle Zone di ripopolamento e cattura che rispettino gli obiettivi posti in termini di produttività e salvaguardia del territorio; attenzione alla gestione di specie considerate ‘critiche’ come il cinghiale, in grado di produrre notevoli danni all’agricoltura, con esborsi pesanti da parte delle istituzioni; corretta gestione dell’Atc stesso, con revisione dei costi di gestione decisamente ridotti rispetto al passato”.

“Il trasferimento della sede – sottolinea Calabresi – va in questa direzione. Grazie all’amministrazione comunale di Foligno disporremo di un luogo idoneo alle nostre esigenze, ben strutturato, facilmente raggiungibile e fruibile da tutti. Anche un riordino dei ruoli e delle funzioni del personale dell’Atc ha contribuito a un miglioramento della spesa. Una considerazione va però comunque fatta: somme disponibili sempre più ridotte, calo numerico delle quote del mondo venatorio, riduzione, pur comprensibile, dei contributi pubblici e crescita delle problematiche gestionali. Sarà nostro compito, in virtù di quella evoluzione culturale predicata dall’ente, far comprendere che sono necessarie nuove forme di finanziamento: attingendo, ad esempio, alle risorse disponibili per il territorio, in primis del Programma di sviluppo rurale, e progettando un coinvolgimento di più attori e un nuovo modo di gestire territorio e paesaggio”.

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