Ceramiche cinesi ad Expo, interrogazione parlamentare della Lega Nord Paolo Grimoldi: "Attuare azioni che evitino di offuscare la qualità del Made in Italy"

GUALDO TADINO – Il caso della ceramica cinese ad Expo diventa un caso parlamentare, con un’interrogazione firmata da Paolo Grimoldi, della Lega Nord, al ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi. “Incredibilmente – scrive Grimoldi – al Padiglione Italia di Expo2015, nel negozio “Orgoglio Italia”, oltre ad alcune note marche di Made in Italy erano in vendita principalmente souvenirs e gadget Made in China con particolare riferimento ad aggetti in ceramica”. Il settore della ceramica – ricorda Grimoldi – conta ancora 2.500 aziende nonostante che, proprio a causa della concorrenza sleale del cosiddetto Far East, che determina fenomeni di contraffazione, look a likedumping, si sia letteralmente dimezzato negli ultimi due anni, con conseguente aumento di disoccupati, disperazione di tante famiglie, perdita di gettito fiscale da parte dello Stato”,

Grimoldi sottolinea poi che Expo dovrebbe rappresentare un canale privilegiato di riferimento dei prodotti Made in Italy “dando la possibilità alle imprese manifatturiere italiane di emergere per la qualità, la storia e la cultura che rappresentano”. Per questo chiede al ministro se fosse stato a conoscenza di questo e quali siano le ragioni per cui possano accadere fatti simili. Si domanda anche se ci siano iniziative di competenza da adottare “per contrastare il verificarsi di comportamenti che rischiano di offuscare la qualità dei prodotti manifatturieri  italiani, impedendo che gli stessi possano ripetersi in circostanze simili, anche in scala più ridotta”. Grimoldi chiede al Mise anche “quali iniziative di competenza intenda adottare, visto quello che appare  un danno di immagine, procurato alla manifestazione ed al sistema economico del Paese che ha comportato, inoltre, un uso distorto di fondi pubblici, che in realtà dovrebbero essere finalizzati a promuovere il Made in Italy. Per Grimoldi potrebbe anche essere necessaria “l’assunzione di iniziative normative volta a privilegiare l’utilizzo, in occasione di avvenimenti pubblici sia propagandistici, che promozionali e comunque di elevato significato economico e culturale, finanziati in qualunque modo diretto od indiretto dallo Stato o da enti o aziende da esso partecipate, di materiale «Made in Italy» quando questo sia reperibile, al fine di sostenere le imprese manifatturiere che operano nel settore e il relativo indotto”.

Il caso era stato sollevato dal sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti dopo la segnalazione di un concittadino. Il primo cittadino aveva così scritto una lettera all’associazione italiana Città della ceramica e ai parlamentari e ai consiglieri regionali. “Tante aziende che producono ceramiche di eccellenza in Italia sarebbero state felici di portare i propri prodotti”.

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