Confagricoltura Umbria, prima assemblea unitaria, il punto su competitività e sfide

BASTIA UMBRA – Con la partecipazione di oltre 300 agricoltori, si è tenuta a Umbriafiere di Bastia Umbra la prima assemblea elettiva di Confagricoltura Umbria – Unione regionale agricoltori dopo l’unificazione delle strutture dell’associazione in un unico soggetto di rappresentanza e servizio a livello regionale.

L’assise ha infatti provveduto a eleggere, per il prossimo triennio, i membri di giunta di spettanza: Antonio Bachetoni (Spoleto), Marco Caprai (Montefalco), Vincenzo Cecci (Castel  Viscardo), Elisabetta Cerquaglia (Marsciano), Fabio Rossi (Città di Castello), Rufo Ruffo (Narni) e Carlo Tito Sensi (Orvieto). Accanto alla parte riservata ai soci e alle elezioni per il rinnovo delle cariche, l’evento ha ospitato la  tavola rotonda ‘Psr 2014-2020: un’opportunità per ridare competitività alle imprese agricole umbre e costruire un sistema agroalimentare’ alla quale hanno preso parte Mario Guidi e Marco Caprai, rispettivamente presidente nazionale e regionale umbro di Confagricoltura, Paolo Bono, ricercatore dell’area agroalimentare di Nomisma, e Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria. I relatori si sono confrontati sulle necessità del sistema agricolo partendo dalle opportunità del nuovo Programma di sviluppo rurale, in corso di approvazione, e dallo studio realizzato da Nomisma per Agrinsieme.

“Questo per noi – ha detto Marco Caprai – è  un momento importante perché è  il primo unitario.  Confagricoltura Umbria è impegnata affinché, con il Psr 2014-2020, si concretizzi la costruzione di un sistema dell’agroalimentare come riferimento importante per l’economia regionale ma anche nazionale. La crisi è mondiale ma soprattutto europea e il nostro è tra i Paesi che la soffrono maggiormente”.

“Lo studio – ha affermato Bono – ha evidenziato le grandi potenzialità produttive dell’agricoltura italiana. Non vengono, però, valorizzati i veri punti di forza per un agroalimentare competitivo. Infatti, soltanto il 3 per cento dei consumi passa per la vendita diretta, il 72 per cento per la distribuzione moderna. Il brand made in Italy è il più riconosciuto al mondo ma la propensione a esportare e il valore dell’export agricolo e agroalimentare è la metà di quello tedesco e lontano da quello francese e spagnolo”.

“Servono scelte coraggiose – ha ripreso Caprai – per adeguare il nostro impianto istituzionale e creare un contesto che consenta alle imprese di svolgere appieno il loro compito”. E proprio in tema di scelte, è stato critico Caprai sulla questione dell’Imu per i terreni agricoli. “È eclatante – ha aggiunto Caprai – la situazione grottesca dell’Imu applicato in misura insostenibile e in maniera iniqua e scriteriata alle aree svantaggiate per assicurare un gettito di 350 milioni di euro alle casse dello Stato”.

“Le imprese agricole e l’agroalimentare – ha detto Marini – sono parte fondamentale del nostro sistema economico e produttivo su cui poter incentrare gli investimenti per sostenere crescita e occupazione. Settore che ha molte potenzialità e il nuovo Psr è pensato per sostenere il rafforzamento anche sui mercati esteri e per tutto quello che è necessario in termini di formazione e innovazione. Un Prs che guarda alle imprese che hanno dimostrato dinamismo, qualità al loro interno e riconoscibilità dei prodotti. L’Umbria ha avuto la capacità di usare in modo intelligente tutte le risorse della vecchia programmazione. Questa volta ci sono più risorse finanziarie, è il più grande Psr mai avuto, ci sono le potenzialità per aiutare le imprese a crescere”.

“Abbiamo da cogliere l’occasione – ha dichiarato Guidi – di candidare l’Italia a essere un player internazionale nell’agroalimentare. Per questo dobbiamo usare le risorse europee del prossimo periodo di programmazione e aiutare le imprese a essere competitive. In Umbria, come sempre mi accade, trovo una terra che meglio di altre sa coniugare tradizione e innovazione. È questa la sfida, ma anche l’opportunità che noi abbiamo nei confronti di un mondo che cerca sempre più l’agroalimentare”.

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