Crisi economica, Fiom: “I dati del reddito dicono che l’Umbria è in caduta libera”

PERUGIA – “I dati emersi in questi giorni inerenti ai redditi 2016 delle famiglie, dimostrano come l’Umbria stia subendo un fortemente ridimensionamento economico e vedere città locomotive come Bastia, Foligno, Città di Castello, Umbertide e la stessa Perugia con segni negativi, la dicono lunga sulla salute economica della regione”. A dirlo è Luciano Recchioni, della segreteria della Fiom Cgil.  “I dati però affermano anche come questa povertà, non più strisciante, sta colpendo in maniera differente la regione e se le città sopra elencate hanno un indice negativo ma tutto sommato sopportabile vista la crisi che ormai da anni si è abbattuta in tutto il paese Italia e l’Umbria non ha di certo fatto eccezione, non posso che mettere in evidenza come in alcune zone la situazione è ancor più marcatamente negativa. Tra queste c’è la fascia Appenninica UMBRA i comuni che ne fanno parte riportano questi dati: GUALDO TADINO- meno 8,8% GUBBIO- meno 7,4% NOCERA UMBRA -meno 12,1 % FOSSATO DI VICO- meno 12.9% senza dimenticare gli altri comuni di SIGILLO , SCHEGGIA, VALFABBRICA E VALTOPINA e Il tutto equivale ad una perdita economica di molti milioni di euro”.

“Sono anni che come fiom cgil stiamo denunciamo questo regresso e purtroppo il dato che emergerà il prossimo anno avrà la stessa tendenza se non emergono fattori tali da invertire questo trend negativo. Certamente trovare soluzioni non è facile ma come accade spesso, alcune volte bisogna prendere il toro per le corna e lottare per avere risultati positivi. Come menbro della segreteria e delegato FIOM non posso che rimarcare l’assurda vicenda che ruota attorno alla ex A. MERLONI, il 24 di settembre 2017( quindi ad ore) scade la cassa integrazione per i dipendenti della J.P INDUSTRIES e dopo diverse promesse, siamo ancora in attesa della firma sul decreto. La stessa J.P. INDUSTRIES viaggia nel silenzio più assoluto rispetto ad eventuali accordi con le banche ed in merito al suo piano industriale. Il 14 ottobre 2017 termina anche per gli ultimi 200 dipendenti della MERLONI la mobilità e come per i precedenti 400, il famoso accordo di programma tra REGIONE e GOVERNO , anche se qualcosa a qualche azienda della provincia  ha portato, non mi risulta che ha dato posti di lavoro. La vicenda FABER di FOSSATO di VICO, anche essa datata, nel 2016 ha visto finire la mobilità per gli ultra 50enni trovandosi poi senza  alcun sostegno. Uscendo poi dalla metalmeccaniccana , l’assurda vicenda della ROCCHETTA, un investimento da 30milioni di euro bloccati da puro e mero gioco politico, la ceramica che vede il perdurare della crisi nelle botteghe artigiane , per non parlare della azienda TAGINA, che tra passaggi di proprietà e cassaintegrazione non riesce ad uscire dal tunnel, l’edilizia che dopo 20 anni dal terremoto e quasi scomparsa dal territorio portandosi dietro le diverse cave di pietra sparse sul territorio. In questa analisi credo anche di essermi dimenticato qualcosa ma come si può notare alcune cose si potrebbero fare e risolvere ma ci vuole volontà, anzi bisogna passare dagli annunci ai fatti come ad esempio: i 350 dipendenti della j.p. INDUSTRIES devono essere messi in condizioni di lavorare, basta con il dire che gli elettrodomesti in ITALIA non si possono fare a causa del costo della manodopera, ci sono aziende che li fanno e quindi anche la J.P. può farli. La ROCCHETTA, basta con questi ricorsi, l’acqua c’è e quindi la regione che ne è titolare deve farsi rispettare. La TAGINA e la ceramica a tutto tondo deve essere sostenuti, sia quella inerente all’ edilizia  che quella artistica,per GUALDO e GUBBIO sono  una tradizione e come tale  bisogna sostenerla e investirci. Un altro elemento importante potrebbe venir dato dal settore agricolo anche  con startup innovative. Il settore più critico ovviamente è quello edilizio ma se ritorna a girare l’economia anche esso potrebbe avere una ripresa. Senza quindi fare giri empirici , con le sole risorse locali messe a sistema, una inversione di tendenza si può avere ma bisogna avere anche di voglia. Mi appello quindi a tutte le istituzioni ed alle varie categorie, lamentarsi è giusto ma è giunto il bisogno di agire, anche perché le risorse il che se ne dica, ci sono e si possono adeguare alle  esigenze, evitando magari il classico  utilizzo a pioggia”.

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