Ex Merloni, Smacchi (Pd): “Bene la proproga dell’accordo di programma. Ora velocizzare i progetti”

NOCERA UMBRA – “Bene la proroga dell’accordo di programma della fascia appenninica, ma ora serve velocizzare e concretizzare i progetti in essere e finanziati”. È quanto dichiara il consigliere regionale del Partito democratico, Andrea Smacchi.

Per Smacchi “la firma della Regione Umbria, insieme alla Regione Marche e al Ministero dello Sviluppo economico della proroga dell’accordo di programma della fascia appenninica è un fatto positivo. È necessario garantire continuità negli interventi di reidustrializzazione di un territorio colpito in maniera pesante dalla crisi economica. Ma questo deve però spingere tutti gli attori sociali e politici a velocizzare e concretizzare i progetti in essere e finanziati”.

“Gli indicatori economici recentemente divulgati – prosegue Smacchi – dicono con chiarezza che l’Eugubino Gualdese è tra le zone più povere dell’Umbria. I numeri raccontano di una regione a velocità diverse, dove la povertà si fa particolarmente sentire nelle zone di crisi industriale come quella della fascia appenninica. Tutto questo deve indurci ad intervenire velocemente non escludendo, se necessario, nuovi e straordinari
strumenti da mettere in campo qualora quelli in essere non dovessero dare i risultati sperati. Non si possono sostenere all’infinito situazioni di precarietà economica e sociale. Si deve intervenire immediatamente. Le necessarie proroghe a strumenti come l’accordo di programma, devono tenere in considerazione però il fattore tempo e il concreto avvio degli interventi. Una circostanza determinante per dare speranze ad un territorio
sfiancato dalla crisi di questi anni”.

“Siamo – continua Smacchi – al giro di boa. Le risorse ci sono: quelle nazionali, con la legge ‘181/89’ che mette in campo 17,5 milioni di euro per la parte umbra, ma anche quelle regionali, con 3 milioni di euro. Finanziamenti che possono concretizzare l’attuazione di progetti di ricerca e sviluppo e di investimento proposti sia da J&P Spa, ma anche di altri complessi aziendali del perimetro industriale umbro-marchigiano del gruppo. La stessa vicenda della Tagina ceramiche di Gualdo Tadino, riesplosa recentemente per incomprensibili ritardi e burocrazie del Ministero, non può essere enucleata come fatto a se stante, ma deve rientrare in un ottica di intervento strategico e complessivo di tutta l’area: in un piano organico, compreso l’accordo di programma per la fascia appenninica, che andrebbe definito ulteriormente per accogliere eventuali richieste della Tagina”.

“L’Umbria – conclude Smacchi – ha tante energie e competenze. Risorse da utilizzare in un ottica di sviluppo e rilancio dell’Eugubino-Gualdese. Un territorio che non può aspettare all’infinito, che deve ritrovare certezze economiche e sociali, che deve ridurre disuguaglianze e precarietà. Sarebbe fatale per la regione tutta non cogliere le potenzialità, ma anche le difficoltà di questa parte dell’Umbria”.

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