Fauna selvaggia, 2 milioni di euro annui di risarcimento sulle casse della Regione

Accrescere la consapevolezza sulla presenza e l’importanza della fauna selvatica e invitare a un comportamento di guida corretto per prevenire gli incidenti legati alle collisioni con gli animali. È con questa finalità che, nell’ambito del progetto “Life Strade” finanziato dalla Commissione Europea, è stato realizzato uno spot che nelle prossime settimane verrà trasmesso dalle principali emittenti televisive e radiofoniche locali dell’Umbria, della Toscana e delle Marche (le Regioni coinvolte nel progetto, con l’Umbria capofila).

“La Regione Umbria – ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Fernanda Cecchini, intervenendo stamani alla presentazione della campagna di sensibilizzazione – è capofila e cofinanzia un progetto innovativo con cui si sperimenta un nuovo sistema per la gestione e la riduzione delle collisioni dei veicoli con la fauna selvatica. Negli ultimi anni – ha sottolineato – sul territorio regionale è aumentata in modo significativo la presenza di animali selvatici, in particolare cinghiali e caprioli, con l’incremento anche degli incidenti. Non basta il contenimento e i sistemi di prevenzione attuali si sono rivelati inadeguati. Abbiamo pertanto colto l’opportunità offerta dalla Commissione europea di sperimentare nuovi strumenti per la tutela della biodiversità, con l’obiettivo di salvaguardare allo stesso tempo l’incolumità dei conducenti dei veicoli e il bilancio regionale”.

“Il risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica – ha spiegato – pesa sul bilancio regionale per quasi 2 milioni di euro all’anno, una somma rilevante che potrebbe essere piuttosto impiegata per altre voci di spesa che, con le minori risorse a disposizione, si fa fatica a finanziare. Vogliamo perciò rendere sempre più partecipi i cittadini sulla necessità di ridurre gli incidenti stradali che minacciano la biodiversità”.

Il progetto, che vede la Regione Umbria capofila e le Regioni Toscana e Marche, le Province di Perugia, Terni, Siena, Grosseto e Pesaro-Urbino come partner associati, è stato avviato nel gennaio 2013 e si svolgerà fino al marzo 2017, con un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro (per il 50% finanziati dal programma Life+ della Commissione Europea). Sono previste varie attività, che spaziano – come ha spiegato la project manager Annette Mertens – dal monitoraggio su quattro tratti stradali per provincia, sulla mortalità della fauna selvatica e sulle presenze faunistiche, alla sperimentazione di un sistema di dissuasione installato in tratti stradali critici, dalla elaborazione di un protocollo condiviso di monitoraggio e di intervento, fino alle azioni di comunicazione e sensibilizzazione, tra cui la diffusione di spot e materiali divulgativi. Sono intanto quattro i dispositivi installati, tre dei quali su tratti stradali dell’Umbria (sulla Flaminia a Costacciaro e Fossato di Vico, e lungo la sr74 Maremmana a Castelgiorgio; il quarto in Toscana, a Grosseto) valutati come più critici a causa dell’alto numero di incidenti registrati negli anni precedenti. Muniti di sensori a infrarosso, segnali luminosi per avvertire gli automobilisti della presenza di un animale, prevedono l’attivazione di dissuasori acustici (l’abbaiare dei cani o l’ululato dei lupi) per allontanare l’animale nel caso l’automobilista non rallenti la velocità.

La dissuasione acustica, in questi primi mesi di sperimentazione del dispositivo, è scattata nel 25 per cento dei casi. Ad attestare l’efficacia del sistema, è stato rilevato, la possibilità di un controllo in tempo reale: ogni volta che il sistema si attiva, infatti, viene inviata automaticamente una mail permettendo così di quantificare le situazioni di rischio.

Per diffondere finalità e modalità del progetto “Life Strade” è stato realizzato un sito internet, www.lifestrade.it, ed aperta la pagina Facebook “Progetto Life Strade”.

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