Fiume Clitunno, il M5S: “Sciogliere in Consorzio di bonifica”

PERUGIA – “I rinvii a giudizio di questi giorni, pur nel rispetto del principio di innocenza, sembrano dimostrare che le nostre denunce sulle condizioni del Clitunno e sul tipo di interventi che vi erano
stati condotti erano fondate. Il Comune di Trevi dovrebbe costituirsi parte civile e la Regione valutare di commissariare il Consorzio di bonifica”. Lo ha dichiarato il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Andrea Liberati, intervenendo alla conferenza stampa “Il fiume
Clitunno, un caso nazionale”, che si è svolta questa mattina a Palazzo Cesaroni.

Liberati, insieme alla collega Maria Grazia Carbonari, ai parlamentari  Stefano Lucidi, Tiziana Ciprini, Filippo Gallinella e al consigliere comunale di Trevi Simone Moretti, ha ripercorso le vicende che hanno portato ai recenti provvedimenti della magistratura: “Dopo l’incidente della Umbria Olii, fin dal 2012, sono stati stanziati milioni di euro per la bonifica del fiume Clitunno. Il Consorzio per la bonificazione umbra è intervenuto per rimuovere i fanghi dal letto del fiume, dato che essi contenevano gran parte
delle sostanze inquinanti finite nel corso d’acqua. Ma sul riutilizzo di quei materiali vi erano indicazioni precise dell’Arpa, che subordinava l’impiego sugli argini alla verifica della loro pericolosità. Invece i fanghi sono stati lasciati per molto tempo lungo il fiume, esposti agli agenti atmosferici, e poi utilizzati come base per strada di servizio. Dal sopralluogo effettuato a suo tempo dal nostro consigliere comunale emerse che i fanghi erano pieni di rifiuti ed emettevano un odore nauseante. Oltre a trovarsi a brevissima distanza dalle coltivazioni”.

Per Andrea Liberati “ora che il Noe e la magistratura hanno valutato fondate le nostre denunce auspichiamo che il Comune di Trevi si costituisca parte civile nel processo contro gli indagati per la mancata bonifica e che la Regione Umbria valuti il commissariamento del Consorzio, a cui peraltro
spetterebbero anche gli eventuali ulteriori interventi sull’area. Solleciteremo anche l’attenzione dell’Unesco, considerando che il fiume Clitunno è in piena area di rispetto del sito di Campello, già classificato Patrimonio mondiale dell’Umanità”.

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