Foligno, il rispetto per annullare la diversità Cinema Clerici gremito di studenti per assistere alla vera storia di Fulvio Frisone

FOLIGNO – “Mai come in questo momento storico ‘l’altro’ da noi è chiunque, poiché la diversità è presente in maniera diffusa e ci porta a confrontarci quotidianamente. Ciascuno di noi, anche nella propria vita ‘normale’ può venire a trovarsi in qualsiasi momento diverso e bisognoso di aiuto”. Con queste parole di Sabrina Boarelli, dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale è iniziata la mattina in un Politeama Clarici di Foligno gremito di studenti che hanno assistito alla proiezione del film prodotto dalla RAI e diretto dal regista Gianfranco Albano dal titolo “Il figlio della luna”, tratto dalla storia vera di Fulvio Frisone, che grazie all’impegno e all’amore di una madre, interpretata da Lunetta Savino, riesce a diventare un affermato scienziato fisico nonostante la sua originaria disabilità.

L’occasione di questo momento molto partecipato è stata data dal concorso annuale “Nel Nome del Rispetto”, ormai di livello nazionale per ilo coinvolgimento anche di istituti di fuori regione, giunto alla sua seconda edizione. A fare gli onori di casa Cristrina Zenobi, presidente dell’associazione “Nel nome del rispetto”, presente anche il regista del film Gianfranco Albano.

Il concorso dal titolo “Non esiste diversità nel rispetto” vedrà quest’anno impegnati gli studenti, sia con il sondaggio che con i successivi lavori coordinati dagli insegnanti, sul tema del rispetto in relazione alla disabilità, sentimento imprescindibile per acquisire e rafforzare il concetto di uguaglianza nella diversità tra gli esseri umani, con la consapevolezza che il rispetto delle differenze in una società sempre più eterogenea costituisce il presupposto per l’affermazione e il riconoscimento di diritti e facoltà a tutto il genere umano.

L’importanza dei temi trattati e la missione educatrice che sta conducendo non solo nell’ambito del concorso annuale e in tutto il territorio nazionale, ha portato l’associazione “Nel Nome del Rispetto” ad ottenere da tempo il sostegno e il patrocinio da parte della LIDU, che con Antonio Stango è rappresentata anche in sede ONU.

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