Foligno, svastica sulla cascina dei partigiani, la condanna dell’Anpi: “Gesto vile e ignorante”

FOLIGNO – Una targa in ricordo dei partigiani è stata staccata e rubata per lasciare il posto a una svastica. Un gesto vile e preoccupante, un attacco alla memoria e ai valori della pace e della libertà, accaduto a Foligno, per la precisione a Cascina Raticosa, nel casolare che fu prima rifugio e poi centro di comando della Brigata Garibaldi (nella foto un gruppo di partigiani che ne facevano parte), che tra il 1943 e il 1944 contribuì a liberare la città e l’Italia dal nazifascismo. A renderlo noto sono stati un gruppo di insegnanti, Lucia Vezzosi, Francesca Gianformaggio, Maria Pizzoni e l’ambientalista Giuseppe Anzideo, che lo scorso fine settimana hanno fatto un cammino sui luoghi della Resistenza per preparare un’uscita didattica, trovando la triste sorpresa. La Cascina è stata deturpata: non c’è più la targa con il nome, la data, il ruolo svolto da questo luogo, accanto alla cornice vuota, una grande svastica nazista. Dopo la denuncia, la dura presa di posizione dell’Anpi, l’associazione nazionale partigiani d’Italia.

“Radicosa – scrivono in una nota Manlio Marini, presidente di Anpi Foligno e Giovanni Simonelli, presidente provinciale dell’associazione – è un luogo di memoria della nostra storia recente. Lì, infatti, nel settembre del 1943, si concentrò il primo nucleo di partigiani provenienti dal circolo cattolico del S. Carlo e successivamente il comando della Brigata Garibaldi. Nei pressi della cascina di Radicosa, il 3 febbraio 1944, a seguito di un rastrellamento tedesco, furono catturati alcuni nostri giovani combattenti la Resistenza folignate: Franco Santocchia, Franco Pizzoni e Augusto Bizzarri, i quali furono deportati insieme ad altri giovani partigiani nel campi di concentramento di Mauthausen e di Flossemburg, dove trovarono la morte. Il gesto oltraggioso è nei confronti di questi nostri martiri e della loro memoria. Gli autori di questo ignobile gesto non possono essere definiti in altro modo che vili e ignoranti. Vili, in quanto, approfittando della lontananza di Radiocosa da luoghi abitati, hanno potuto agire nella totale sicurezza che nessuno li avrebbe sorpresi. Chissà se avrebbero agito con il necessario coraggio, quando in quel luogo c’erano i nostri patrioti impegnati nella lotta al nazi fascismo? Lo escludiamo! La viltà, infatti, non è in grado di affrontare a viso aperto il prossimo, ma ha bisogno del buio e della solitudine. Ignoranti, perché hanno dimostrato di non conoscere la storia recente del nostro Paese e della nostra Città. Le montagne del territorio folignate – proseguono i due esponenti dell’Anpi – sono piene di targhe commemorative di giovani che hanno dato la vita per combattere la dittatura fascista e per cacciare i nazisti che avevano occupato l’Italia. Passando per piazza della Repubblica, basterebbe alzare per un attimo gli occhi sulla lapide marmorea che porta incisi un centinaio di nomi di partigiani caduti combattendo per la libertà e per la democrazia del nostro Paese. Ma se la viltà fa parte del carattere di una persona, l’ignoranza può essere superata soltanto con lo studio e la conoscenza. Invece di usare una vernice spry, con la quale hanno disegnato la svastica, simbolo universalmente condannato, perfino dai tedeschi, gli sconosciuti autori del gesto offensivo di Radicosa leggano qualche libro di storia contemporanea, entrino una volta in una biblioteca, si chiedano il perché di vie intitolate a Franco Ciri, Adriano Paolini, Franco Santocchia, Franco Pizzoni, 3 febbraio. Soltanto così – concludono – si renderanno conto della bassezza compiuta e forse capiranno dove li ha portati la loro ignoranza. Come Anpi, e come cittadini democratici, torneremo a Radicosa per restituire la giusta memoria oltraggiata ai nostri partigiani, ai quali dobbiamo eterna riconoscenza per quel loro sacrificio che ha permesso a tutti di vivere in un Paese democratico e civile quale è l’Italia, compresi coloro che con quel gesto offensivo hanno dimostrato di non capirlo”.

Quello accaduto a Radicosa non è il primo episodio del genere, negli ultimi tempi a Foligno sono statti diversi le scritte inneggianti al fascismo disegnate in diverse parti della città, tanto che il febbraio scorso circa 120 persone hanno manifestato in piazza per rimarcare la democraticità e l’antifascismo della comunità folignate.

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