Incendio alla “Biondi Recuperi”, Briziarelli (Lega): “La commissione si occupi del caso”

PERUGIA – Incendio alla “Biondi Recuperi”, immediato il sopralluogo del senatore Lega Luca Briziarelli che nella serata di Domenica si è recato sul posto. Ringraziando i vigili del fuoco ed Arpa per l’encomiabile lavoro, il Prefetto e il Sindaco per la presenza sul posto, annuncia importanti novità. “Quanto accaduto a Ponte San Giovanni, senza saltare a conclusioni affrettate e nel pieno rispetto delle indagini, desta preoccupazione. Infatti, contrariamente a quanto la Presidente Marini si ostina a sostenere, l’Umbria non è un’isola felice e non è immune da fenomeni che si riscontrano sull’intero territorio nazionale. Per questo ho chiesto ufficialmente che la Commissione Bicamerale Ecoreati, che su mia richiesta sta svolgendo un’indagine sulla nostra regione, prenda in esame anche l’incendio alla “Biondi Recuperi” nell’ambito dell’indagine nazionale sui roghi di impianti di gestione e/o di stoccaggio. A questo proposito vorrei ricordare alla Presidente della Regione, che in questi giorni ha “tuonato” contro i presunti allarmismi lanciati dal sottosegretario Stefano Candiani, che la guardia deve rimanere alta. Il Governo nei mesi scorsi ha, per la prima volta, preso in esame questo delicato fenomeno, troppo a lungo sottovalutato. Con una circolare del Ministro dell’Interno Matteo Salvini è stato disposto l’inserimento dei siti di stoccaggio dei rifiuti tra gli obiettivi sensibili da considerare nei piani strategici predisposti dalle Prefetture, ancor più significativo, proprio grazie al “Decreto Salvini”, contro il quale la Presidente Marini ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale” , il Governo ha introdotto, con l’articolo 26-bis, l’obbligo, per i gestori, di predisporre un piano di emergenza interna per gli impianti di stoccaggio e di lavorazione dei rifiuti. Il piano ha lo scopo di controllare e circoscrivere gli incidenti in modo da minimizzarne gli effetti e limitarne i danni per la salute umana, per l’ambiente e per i beni; mettere in atto le misure necessarie per proteggere la salute umana e l’ambiente dalle conseguenze di incidenti rilevanti; informare adeguatamente i lavoratori e i servizi di emergenza e le autorità locali competenti; provvedere al ripristino e al disinquinamento dell’ambiente dopo un incidente rilevante.

Per gli impianti già esistenti al momento di entrata in vigore della legge di conversione, come appunto l’impianto della “Biondi Recuperi” il decreto Salvini prevedeva 90 giorni di tempo per mettersi in regola, ironia della sorte il limite è scaduto il 4 marzo scorso. Da una prima verifica effettuata risulta che l’azienda abbia adottato nei termini tale piano, resta da verificare se sia stato applicato correttamente e quali fossero le condizioni do sicurezza dell’impianto al momento dell’incendio.

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