Narni, co-working pubblico: Rubini (Pd) presenta una mozione

NARNI – “Definire e redigere un regolamento con l’obiettivo di individuare i soggetti di riferimento e le procedure operative per la gestione dell’offerta di co-working (condivisione degli spazi di lavoro ndr.)”. E’ quanto chiede il consigliere comunale del Pd, Giovanni Rubini che sul tema ha presentato una mozione che impegna, tra l’altro, il sindaco e la giunta a “individuare eventuali spazi , a disposizione dell’ente, da destinare come locali di co-working; verificare L’esistenza di strutture comunali inagibili che a seguito di ristrutturazione potrebbero ospitare uffici di co-working; disciplinare il servizio, determinando le modalità di gestione dello stesso, con costi per gli utenti agevolati rispetto ai privati , valutando anche l’opportunità di avviare però collaborazioni con privati e/o avere l’opportunità di sfruttare bandi regionali o europei in merito”.

La mozione prende le mosse dalla considerazione che “il coworking è una impostazione ed una concezione nuova di utilizzare gli spazi per il proprio lavoro, e che sostanzialmente si basa nella condivisione dell’ ambiente di lavoro, spesso un , pur mantenendo, i soggetti attivi che lo praticano, un’attività lavorativa ognuna differente ed indipendente”, che “la caratteristica fondamentale degli spazi adibiti al co-working è la possibilità di condivisione di knowhow con altri imprenditori e liberi professionisti e la possibilità di abbattere i costi fissi derivanti dall’avere un ufficio, che sia di proprietà o meno del professionista” e che “nel mettere a sistema tutte quelle pratiche che facilitano e promuovono l’occupazione e la nascita di nuove imprese, magari guidate da donne e da uomini under 35, il Comune può e deve svolgere di fondamentale importanza”.

A tal proposito Rubini osserva che il Comune Narni, che più volte si è fatto promotore di iniziative di nuovi modelli di condivisione e partecipazione, “potrebbe contribuire, mettendo a disposizione parte del patrimonio immobiliare comunale per promuovere esperienze del cosiddetto “co-working e delle “start-up professionali”, da assegnare a quei cittadini che intendono avviare o consolidare un’attività di impresa o una professione individuale” e che “esistono nella nostra Regione esperienze di Co-working pubblico, sebbene sia una pratica piuttosto giovane, ma recentemente altre amministrazioni comunali stanno portando avanti progetti per sviluppare all’interno del proprio comune questa pratica, da ultime ad esempio Terni ed Orvieto”.

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