Perugia, Borghesi e Mirabassi: “Il Comune rispetti gli impegni con i lavoratori di Talea”

PERUGIA – “Siamo al 30 settembre ed ancora tutto tace per quanto riguarda il futuro dei 15 lavoratori assunti tramite l’agenzia interinale TALEA Srl, che sino allo scorso 31 agosto prestavano servizio al Comune di Perugia”. Esprimono preoccupazione i consiglieri comunali dem Erika Borghesi e Alvaro Mirabassi, che ricordano la loro attività a riguardo: “Avevamo sollevato la questione attraverso un ordine del giorno urgente depositato in data 11 agosto e purtroppo non ancora discusso nella competente commissione consiliare, e successivamente con una nota stampa del 3 settembre scorso, per sensibilizzare la Giunta ed il Sindaco a trovare una soluzione tempestiva per questi 15 lavoratori che si sono trovati di punto in bianco senza lavoro e senza percepire lo stipendio dal mese di giugno”.

“Vi era stato un impegno del Comune di pagare le spettanze sostituendosi a TALEA entro il 30 di settembre. Purtroppo oggi rileviamo che l’impegno non è stato rispettato. Riteniamo che ci si trovi di fronte ad una circostanza indegna per una città capoluogo di Regione e che sia inammissibile giocare sul destino di 15 persone e delle loro famiglie. Per quanto ancora il Comune fingerà che queste persone non esistono? Non è accettabile – dicono Borghesi e Mirabassi –  che 15 impiegati che in alcuni casi hanno prestato servizio per molto tempo all’interno dell’amministrazione comunale in settori strategici e funzionali vengano inspiegabilmente trattati come dei perfetti sconosciuti. E’ inutile nascondersi dietro ad un dito: è noto che in casi come questo le parole di conforto e vicinanza contino davvero poco, questi 15 nostri concittadini hanno bisogno di certezze lavorative ed economiche. Chiediamo un impegno celere effettivo del Sindaco affinché si giunga ad una positiva soluzione vista la palese inerzia della Giunta e degli uffici, per interrompere un silenzio che si sta protraendo da troppo tempo, creando incertezze e problemi ai lavoratori precari, ad oggi “sempre più precari”, che aspettano risposte, vivendo in una sorta di limbo.

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