Perugia, Camicia contro Romizi: “Sui malati di Mcs scarica il problema sui cittadini”

PERUGIA – Il consigliere comunale Carmine Camicia se la prede con il sindaco Andrea Romizi e con la sua ordinanza che riguarda i malati di Mcs, sensibilità chimica multipla. Romizi mette per iscritto alcune prescrizioni indirizzate alle aziende e ai cittadini confinanti con questa malata. Un modo, dice Camicia, per scaricare il problema sui cittadini e non sul sistema sanitario regionale che “non ha predisposto all’interno del Nosocomio Perugino ambienti sterili nei quali si dovrebbe garantire assistenza e curare le  persone affette da M.C.S”.

“Perché secondo i dati della Regione Umbria vi sarebbero almeno altri 50 casi di persone che soffrono di Sindrome da Sensibilità Chimica Multipla.  In questa prospettiva, a breve il Sindaco potrebbe emettere altre 50 Ordinanze analoghe con il rischio di bloccare strade, rioni, quartieri e attività agricole, artigianali e industriali di Perugia.  L’intera vicenda, abbastanza surreale, che ha come fondamento una prescrizione medica in lingua spagnola senza alcuna traduzione, una lettera della AsL 1 indirizzata agli uffici del Comune di Perugia,  senza data, senza firma e senza numero protocollo”.

“L’ordinanza, che colpisce anche produttori di olio di fama internazionale, prescrive in sintesi quanto segue:  vietato l’utilizzo di qualsiasi formulazione contenente prodotti fito-sanitari sino ad una distanza di 300 m dall’abitazione della persona affetta da MCS; gli utilizzatori di prodotti fito-sanitari  avranno l’obbligo di informare preventivamente, attraverso nota inviata al Comune, che provvederà ad avvertire l’interessato. I vicini avranno l’obbligo di apposizione di cartelli almeno sette giorni prima di trattamenti di prodotti fito-sanitari di qualsiasi tipo anche biologici sui quali  dovrà essere indicato il giorno e l’ora del trattamento. Considerando che se un produttore che ha migliaia di alberi di ulivi  si accorge che gli ulivi  sono sotto attacchi da batteri killer, per agire non può aspettare sette giorni, altrimenti gli ulivi rimarrebbero uccisi. Con la suddetta Ordinanza il rischio potrebbe essere reale, con gravi danni all’intera economia perugina.  A breve lo scrivente depositerà un atto in Consiglio Comunale, con il quale impegnerà  la Giunta a revocare l’Ordinanza n. 1043, impegnando il Sindaco a garantire e far garantire a tutti coloro che sono affetti da M.C.S. cure appropriate alla grave patologia e sostegno economico per chi vorrà curarsi in altri Paesi del mondo, meglio organizzati a curare questa nuova malattia, che ormai si sta diffondendo anche in Italia a macchia d’olio”.

 

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