Perugia, la Fisascat pensa al 2019: “Nuova attenzione alle politiche di genere”

PERUGIA – Si è concluso pochi minuti fa il consiglio generale della Fisascat Umbria durante il quale sono stati delineati gli obiettivi per il nuovo anno. La Fisascat, categoria che difende migliaia di dipendenti del settore turistico, del commercio e dei servizi, riparte per il 2019 con una maggiore attenzione per le politiche di genere: “Troppo spesso le lavoratrici- ha spiegato il segretario regionale Valerio Natili- vedono calpestati i diritti basilari, sanciti nero su bianco in moltissimi contratti collettivi nazionali. Prendere una maternità, un congedo o anche un semplice permesso per portare i figli a fare una visita, viene visto come un problema”. Per questo partiranno una serie di incontri dal titolo “Accendiamo i Focus” per sensibilizzare le lavoratrici su quelli che sono i loro diritti di donne sul posto di lavoro.

La Fisascat Umbria rilancia anche sul tema della grande distribuzione e di chi lavora nel settore. Dopo 5 anni infatti di carenza i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno siglato con l’associazione imprenditoriale di settore Federdistribuzione il primo contratto collettivo nazionale di lavoro applicato ai i circa 300mila lavoratrici e lavoratori della distribuzione moderna organizzata: “Anche in Umbria sono presenti decine di grandi catene che dal primo gennaio 2019 dovranno applicare ai loro dipendenti il nuovo contratto che prevede un aumento del salario minimo e maggiori tutele in caso di crisi aziendale. La Fisascat vigilerà che questo sia applicato nel modo corretto”.

Centrale infine il tema delle aperture domenicali in queste settimane di feste. Durante le festività natalizie i lavoratori del terziario sono stati chiamati ad uno sforzo suppletivo per garantire l’apertura al pubblico degli esercizi commerciali, comprimendo il tempo da dedicare alle relazioni familiari ed alle celebrazioni religiose: “Possiamo discutere- ha dichiarato Natili- sulla possibilità di prevedere deroghe per un massimo di 12 domeniche all’anno, ma ribadiamo la fermezza circa la chiusura nel corso delle 12 festività nazionali, civili e religiose del 1° gennaio, 6 gennaio, Pasqua e lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1° novembre, 8, 25 e 26 dicembre durante le quali non deve essere prevista la possibilità di deroga”.

In conclusione è stato affrontato anche il tema dei lavoratori in appalto che continuano a subire perdite di reddito ogni volta che c’è una nuova gara di affidamento del lavoro: “Riportiamo al centro-ha chiuso il consiglio Natili- la qualità del servizio senza guardare solo la migliore offerta economica”.

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