Perugia, la Mori (Pd) bacchetta i “furbetti” del suo partito: “Serve più maturità”

PERUGIA – E’ stata una settimana in cui le crepe all’interno del gruppo Pd a Palazzo dei Priori si sono allargate. A certificarlo è Emanuela Mori (Pd), che parla di “furbetti” e richiama alla necessità di “trovare una compattezza e una strategia politica che sia coordinata con il partito comunale”. Il richiamo della Mori è ai “troppi personalismi e ad un’eccessiva propensione alla fuga in avanti di qualche consigliere che ha scambiato il consiglio comunale in un palcoscenico su cui preparare le sue future ambizioni politiche. Tutto legittimo, ma quando si sta in una squadra si sta tutti insieme”.

La Mori parla chiaramente, senza mai citarli, di Tommaso Bori, Sarah Bistocchi e Alessandra Vezzosi, accreditando loro “una serie di uscite improprie”, tra cui anche quella dell’Onaosi. “In questo gruppo non ci sono predestinati e gregari, ma persone elette a cui è stato affidato un mandato ben preciso, ovvero quello di amministrare la propria comunità. Quindi – continua la Mori – è legittimo aspettarsi un atteggiamento più maturo e consapevole, perché oggi rappresentiamo migliaia di perugini che da noi pretendono un atteggiamento costruttivo e meno demagogico”. Quindi un riferimento al caso personale: “Io sono una consigliera neo eletta con 1330 preferenze e, nonostante tutto, mi sono messa a disposizione di un nuovo progetto in cui credevo fermamente, progetto che oggi purtroppo vedo progressivamente annebbiarsi. Ritengo che Perugia meriti un mostro impegno politico maggiore e meno conflittualità”.

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