Perugia, ok alla nuova organizzazione della pubblica illuminazione

PERUGIA – Approvata dalla II commissione di Palazzo dei Priori, nella sua ultima riunione, la preconsiliare sull’organizzazione del servizio di gestione della pubblica illuminazione. Ok con 8 voti favorevoli e 5 astensioni, lunedì prossimo arriverà in consiglio comunale. Rispetto all’illustrazione fatta nella scorsa seduta la consigliera Rosetti, aprendo il dibattito odierno, ha fatto notare che da parte del Movimento 5 Stelle è stata fatta una verifica, da cui è emersa che c’è una nuova gara Consip, cd “Luce 4”, che pare essere più vantaggiosa rispetto alla “Luce 3” a cui hanno fatto riferimenti gli uffici nell’atto. La stessa consigliera ha anche chiesto chiarimenti agli uffici rispetto ad alcuni costi che non sono ricompresi nella gara.

L’Ing. De Michele ha precisato che gli uffici stessi, quando è uscita la nuova gara Luce 4 si sono mostrati immediatamente interessati, proprio per i minori costi e per gli aspetti innovativi (legati ad es. al concetto di Smart City) che nella gara Luce 3 non c’erano. Tuttavia, la stessa Consip ha presto smorzato gli entusiasmi poiché la gara Luce 4 non è ancora aperta e non si sa neanche quando lo sarà, forse neanche nel 2017. “Ciononostante –ha tenuto a precisare il dirigente- pur prendendo come base Luce 3 abbiamo richiesto all’azienda Citelum (fornitore della gara Consip Luce 3) un’ulteriore offerta a copertura del gap tra le due offerte e la stessa è stata subito disponibile a offrirci prestazioni previste nella gara Luce 4, con una contrattazione che ci ha permesso di avere, compresi nel canone, la messa in sicurezza degli impianti, connessione, opere murarie a corredo, illuminazione monumentale e telecontrollo –il tutto, peraltro, integrato con i lavori della fibra ottica-, al punto che la soglia di investimento a canone da parte dell’azienda che è minimo del 10% è passata, nel nostro caso, al 55%.” Alla stessa capogruppo del M5S che chiedeva dove sta, quindi, il guadagno dell’azienda, l’Ing. De Micheli ha spiegato che l’azienda guadagna proprio dalle economie di scala che riesce ad avere rispetto al singolo Comune, soprattutto per quanto riguarda la fornitura di energia elettrica.

Al capogruppo PD Mencaroni che chiedeva, invece, chiarimenti rispetto alla potenza di illuminazione dei nuovi impianti e agli effetti sulla salute, con riferimento alla recente puntata della trasmissione Presa Diretta sull’inquinamento luminoso dei led, il dirigente ha spiegato che con le luci a led (non prismatizzate) l’inquinamento luminoso è molto inferiore rispetto alle luci finora utilizzate, proprio perché il led illumina verso il basso. “I led a 3.000 gradi Kelvin –ha precisato- fanno una luce più calda rispetto a quelli a 4.000 che virano più verso il blu, tuttavia la resa di illuminazione e di efficientamento energetico del 4.000 è maggiore, anche se le tecnologie hanno fatto si che il 3000 di oggi è già molto più efficiente di quello di ieri. Questa è comunque una scelta che possiamo riservarci di fare in un secondo momento.” Alla richiesta di chiarimenti della consigliera PD Mori rispetto al funzionamento della fornitura di energia elettrica, il dirigente ha chiarito che attualmente il Comune di Perugia, per quanto riguarda la distribuzione di energia elettrica si appoggia a Enel distribuzione, mentre per la vendita del servizio, sul libero mercato, nel tempo si sono succedute varie aziende. L’ultima è la francese Gala, alla quale peraltro è stato prorogato il contratto per la pubblica illuminazione, mentre per gli altri usi, nel 2017, è tornata a Enel Energia, in virtù della gara Consip di gennaio. De Micheli ha anche precisato che l’azienda Citelum compra energia dalla stessa Gala, che resterebbe quindi fornitore per la pubblica illuminazione anche dopo. Alla stessa consigliera Mori e alla capogruppo Rosetti che hanno espresso perplessità rispetto all’opportunità di far passare l’atto alla votazione del consiglio, essendo piuttosto una responsabilità della giunta e dei dirigenti, l’Assessore Calabrese, presente, anch’egli in commissione, ha precisato che la competenza del consiglio riguarda il passaggio dalla gestione interna a quella esterna del servizio. “Il Consiglio fornisce un atto di indirizzo sulla gestione del servizio –ha precisato- dopo di che è evidente che i dettagli tecnici sono di competenza e responsabilità dei dirigenti. Certo è –ha anche aggiunto- che un atto di tale portata non può non essere condiviso.”

Anche il consigliere PD Mirabassi ha obiettato come oggi il consiglio sia stato chiamato ad avallare una scelta politica della Giunta, che ha preferito Consip piuttosto che una gara europea. “Ci state chiamando –ha detto- a votare l’affidamento del sistema di pubblica illuminazione del comune ad un’azienda francese, ma noi non voteremo assumendoci la responsabilità di portare 32 milioni di euro fuori dall’Italia. Siamo dell’idea che ci sia ancora tempo per una gara europea che offra possibilità anche a imprese locali di partecipare.” A questa obiezione, l’Assessore Calabrese ha fatto presente che finora il comune di milioni ne ha spesi più di 40, dati ad aziende francesi e svizzere. “Oggi la spesa scenderebbe in questo modo a 32 milioni di euro, con un risparmio di 8 milioni che resterebbero sul territorio perugino e di cui si avvantaggerebbero anche le imprese locali, con un guadagno rispetto al volume dell’operazione complessiva rispetto al passato. Considerando le difficoltà di bilancio –ha aggiunto- che ci troveremmo ad affrontare già dal 2017 per sistemare l’impianto attuale e, invece, il risparmio di 600/700 mila euro che potremmo avere con questo nuovo progetto direi che esso dovrebbe avere la massima condivisione”. Dello stesso avviso anche il consigliere Sorcini, che ribadendo ai colleghi del PD, ha sottolineato come la scelta politica per i consiglieri sia quella riguardante Consip, non l’azienda francese e a Mencaroni che ha parlato di “voler gettare la responsabilità della scelta sul consiglio” ha ribadito che si tratta di condivisione più che di scaricare le responsabilità. Dello stesso avviso anche la collega di Progetto Perugia Marcacci che ha elogiato il lavoro degli uffici e si è detta soddisfatta della precisone e della concretezza del progetto.

La consigliera Rosetti ha anche chiesto agli uffici e all’assessore di garantire trasparenza e pari opportunità per le imprese locali che andranno a lavorare al servizio, ma lo stesso assessore ha assicurato che le imprese locali che saranno chiamate a collaborare dovranno essere accreditate Consip e saranno reclutate tramite Mepa. Al termine del dibattito, per dichiarazione di voto, il consigliere Numerini ha espresso il favore di Perugia Rinasce al progetto: “I numeri parlano chiaro –ha detto- oltre 30mila punti luce, 14mila lampadine non più sostituibili perché fuori mercato, oltre 4mila pali da sostituire, da dieci anni abbiamo difficoltà economiche per mantenere il sistema della pubblica illuminazione e i tanti odg dei consiglieri sul tema lo dimostrano. E’ evidente che non si può più rinviare.” Dichiarazione di voto favorevole anche dal capogruppo di Fratelli d’Italia Mignini, che ha definito il progetto importante e qualificante per la città, un progetto che segna un’epoca, dando alla città un’opportunità di maggiore sicurezza e decoro, oltre che di risparmio. La capogruppo M5S Rosetti, pur apprezzando il grande lavoro degli uffici e condividendo la necessità di intervenire con urgenza ha dichiarato la propria astensione in sede di commissione “Mi riservo di fare approfondimenti per quanto riguarda gli aspetti economici e tariffari –ha detto- e mi asterrò oggi, anche per condividere il progetto con i colleghi. Tuttavia la mia valutazione sull’operazione è positiva e credo che si stia percorrendo la strada giusta, come abbiamo evidenziato anche noi nella proposta per il nuovo Piano Energetico Ambientale Sostenibile.” Astensione anche per i consiglieri PD che, per bocca del consigliere Mirabassi, hanno apprezzato il lavoro degli uffici, ma hanno ribadito la loro contrarietà rispetto alla scelta dell’Esecutivo.

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