Perugia, progetto “Futuro in corso” al Pieralli

PERUGIA  – Anticipare i cambiamenti nel mondo dell’università, sviluppare le giuste capacità per affrontare i test di accesso all’università e potenziare competenze specifiche in vista degli studi post-diploma. Su questi temi si sono messi in gioco gli studenti del liceo Pieralli di Perugia nell’ambito del progetto di orientamento “Futuro in corso”, che è terminato con una conferenza stampa nell’aula magna del liceo.
Gli studenti, una cinquantina in totale provenienti delle classi quarta e quinta dell’istituto, hanno lavorato per più di quattro mesi insieme a Silvano Cacciari, ricercatore dell’Università di Pisa e alla professoressa Gabriella Giudici per dare vita ai laboratori “UniLab1” e “Unilab2”. Si tratta di grandi “contenitori” finalizzati alla creazione di esperienze di orientamento universitario. Obiettivo? Quello di entrare in confidenza con i tanto temuti test di ammissione nelle facoltà a numero chiuso, ma anche quello di conoscere se stessi in una fase della crescita personale molto delicata: “Siamo una scuola che guarda al futuro – ha spiegato la dirigente scolastica del Pieralli  Simona Zoncheddu – e che vuole offrire agli allievi una prospettiva verso il futuro. La vera sfida è quella di saper scegliere l’università giusta in base a quelle che sono le inclinazioni personali”. “Il lavoro sta cambiando – ha sottolineato l’assessore alle politiche per l’infanzia e l’adolescenza Diego Wagué, presente alla conferenza stampa- ed è fondamentale che la scuola si occupi del delicato percorso che gli studenti devono affrontare nella fase post-diploma”. Nel corso delle sessanta ore complessive di progetto i ragazzi hanno anche visitato centri di eccellenza universitari e strutture all’avanguardia del mondo del lavoro come il laboratorio “Animatika”, polo romano di formazione innovativa nella Realtà Virtuale.
Ma “Futuro in corso” è stato anche altro. Per la prima volta i cinquanta studenti si sono confrontati in modo critico con il mondo dei social network e con l’utilizzo dei loro tanto amati smartphone. Il percorso è stato curato dagli studenti universitari del corso di laurea in Scienze della Comunicazione.
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