Reddito di inclusione attiva, c’è la risoluzione delle commissioni

PERUGIA –  La Prima e la Terza commissione, presiedute da Andrea Smacchi e Attilio Solinas, si sono riunite in seduta congiunta per esaminare la mozione dei consiglieri Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S) sul reddito di cittadinanza. Dopo un’ampia discussione è stato deciso di fare proprio il testo della proposta di risoluzione, frutto del lavoro della sottocommissione e del confronto con la Giunta, da sottoporre alla partecipazione per poi essere modificata e portata in Aula.

Il presidente Smacchi, introducendo i lavori, ha ricordato che la proposta di risoluzione “è il frutto di lungo lavoro della sottocommissione che è stato portato avanti con l’ausilio degli assessori Barberini e Paparelli. La proposta di risoluzione cerca di definire la platea dei destinatari ad integrazione di quelli che ricevono le risorse messe a disposizione dal Governo. La Regione, con una scelta politica forte, ha deciso di destinare 12 milioni di euro, di cui 2 di compartecipazione, per completare il sostegno per l’inclusione attiva (Sia), tanto per l’occupazione di disoccupati, quanto per l’inclusione sociale e la lotta alla povertà. Dopo una giornata di partecipazione, che si terrà a Villa Umbra, contiamo di integrare il testo della risoluzione con gli spunti che usciranno dal confronto, così da portarla in Aula nel più breve tempo possibile”.

Il presidente Solinas ha parlato di un “documento positivo e ben articolato”, esprimendo “apprezzamento per il lavoro che la Regione sta portando avanti. Ma la coperta è corta, e il Governo nazionale potrebbe fare di più per le politiche di contrasto della povertà: i poveri in Italia sono in espansione continua, tanto che si contano più di 4 milioni di famiglie. Queste assegnazione di risorse ha valore di pannicello caldo. La politica economica del Governo va rivista, con investimenti pubblici per risvegliare l’economia. Queste misure sono importanti, ma così facendo noi tamponiamo delle falle ma non risolviamo problema. Serve un welfare forte”. Critico l’intervento di Marco Squarta (Fdi): “Esprimo forte criticità sulla proposta. La Regione non mette un centesimo in questa misura, ma qui parliamo esclusivamente di risorse nazionali ed europee È stato inutile aver fatto la sottocommissione: sarebbe bastato lasciar lavorare i tecnici su come recepire risorse del Governo e dell’Ue. La Regione Umbria mette zero. Nell’ultimo bilancio abbiamo visto disperdere risorse in tanti rivoli: rimangono gli sprechi, i soldi alle partecipate o i mancati risparmi alla sanità. Ma non si sono trovate risorse proprie per il sostegno al reddito. La politica e la sinistra, quindi, non devono metterci il cappello”. La difesa al provvedimento è arrivata dalla maggioranza. Carla Casciari (Pd) ha definito il tutto una “scelta politica” e Giacomo Leonelli ha aggiunto: “la scelta politica sta nel dove si indirizzano certe risorse e dai capitoli ai quali attingere. In questo modo allarghiamo la platea di coloro che possono beneficiare del sostegno per l’inclusione attiva. Credo sia importante, in questo, dare priorità alla fascia di età che è uscita dal mercato del lavoro e che ancora è troppo giovane per andare in pensione. Dobbiamo inserire percorsi di priorità per la generazione di mezzo, prendendo l’anagrafe come requisito di priorità nella graduatoria per l’assegnazione delle risorse”.

Nello specifico, la proposta di risoluzione chiede alla Giunta di attivare misure regionali integrative del Sia individuate nell’ambito del Por Fse, nel periodo 2016-2018. Le risorse, pari a 10 milioni 626mila euro per gli interventi a favore delle persone, che potranno essere aumentate fino a 12 milioni con gli incentivi alle imprese che assumono i soggetti beneficiari, verranno suddivise nel 2016, 2017 e 2018, e la dotazione finanziaria potrà essere destinata anche al 2019 e 2020 in funzione degli esiti dell’attuazione delle misure. Si propone, per i 5 milioni di euro relativi al sostegno all’occupazione di disoccupati e inoccupati, di prevedere tra i beneficiari anche famiglie monoparentali, con figli minori, con priorità per le famiglie in cui ci sono minori disabili; e di aumentare il termine di 4 mesi entro il quale, terminato il tirocinio extra-curriculare della durata di 6 mesi, l’azienda deve assumere per godere del beneficio. Mentre per i 5 milioni 625mila per l’inclusione sociale e la lotta alla povertà si chiede che le persone definite vulnerabili abbiano un Isee da zero a 6mila euro; un’età compresa tra i 18 ed i 65 anni, con o senza figli minori all’interno del nucleo familiare, ed essere in stato di non occupazione o disoccupazione; non aver usufruito della misura Sia; essere in possesso della condizione di vulnerabilità riconosciuta da parte dei servizi competenti avuto riguardo anche alla condizione di disabilità dei componenti il nucleo familiare ed in particolare dei figli minori.

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