Sequestro Centro Boeri, l’archistar si difende: “E’ un equivoco”. Mentana: “Una vergogna”

NORCIA – Un equivoco. Così l’archistar Stefano Boeri, indagato per la realizzazione del Centro “Norcia 4.0” da parte della Procura di Spoleto, si esprime sulla vicenda che ha riempito le cronache. Il problema sarebbe la non temporaneità della struttura, così come lo era stato per Ancarano, violando anche alcuni vincoli di parco, perché quella è una zona in parte classificata come agricola e soggetta a tutela paesaggistica perché inserita nel parco dei Sibillini. “E’ una struttura tutta fatta di pannelli prefabbricati in legno – dice al Corriere della Sera – montati con bulloni e viti a secco. Perfino i serramenti e gli impianti sono stati fatti con accorgimenti tecnici particolari per essere rimovibili”. Parla di struttura che ha permesso la rimessa in moto di Norcia Alberto Allegrini, presidente di Confcommercio Valnerina.

La commissaria alla Ricostruzione, Paola De Micheli, esprime intanto fiducia “nei confronti di coloro che operano e hanno lavorato alla ricostruzione in emergenza all’indomani del sisma che ha colpito l’Italia Centrale. Rispetto all’avviso di garanzia – continua De Micheli – ricevuto dal sindaco di Norcia Nicola Alemanno e dall’architetto Stefano Boeri, relativo alla costruzione del Centro polivalente di Norcia, è utile ricordarne anzitutto la natura temporanea e non precaria, nonché il ruolo fondamentale per l’accoglienza, nell’immediata fase post sisma, di molteplici attività necessarie allo svolgimento della vita delle comunità colpite dal terremoto. Ci auguriamo, nella totale fiducia verso l’operato della magistratura, che questa vicenda possa chiarirsi quanto prima, sulla base delle norme emergenziali e delle relative ordinanze – vista anche la recente proroga dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei ministri nell’esclusivo interesse delle comunità che hanno in particolare la necessità di tornare a vivere in condizioni di normalità”.

Sull’argomento anche la furia di Enrico Mentana che, con il suo Tg La7, ha contribuito alla realizzazione. “Iniziativa improvvida”, ha detto durante il telegiornale di ieri sera, “è una vergogna e, se finirà in nulla, saremo noi a ricorrere alla magistratura”.

“Adesso è troppo. Non è accoglibile che anche il centro polivalente di Norcia (realizzato con la raccolta fondi di Tg La7 e Corriere della Sera), dopo la Casa di Ancarano, sia stato sequestrato
con conseguenti avvisi di garanzia e indagati. Ora basta”. Così il consigliere regionale Claudio Ricci secondo il quale, “pur non entrando nel quadro giuridico, una cosa è palese: così la ricostruzione è bloccata e non andrà più avanti”.

Per Ricci, “il nuovo Governo, se potrà nascere e ‘camminare’, dovrà subito intervenire per dotare la ricostruzione di più risorse certe ‘per cassa’, norme più chiare e semplici e più poteri a sindaci e presidenti di Regione. Questa è una priorità per il Paese e occorre nominare un Commissario di Governo con esperienza specifica e autorevolezza politica”.

Ricci esprime “ampia e totale solidarietà al bravo sindaco di Norcia, Nicola Alemanno e al mirabile architetto Stefano Boeri dei quali apprezzo e ammiro serietà, onestà, trasparenza, rigore tecnico professionale e politico. Il Presidente della Repubblica, dunque, oltre alla formazione del Governo, si dovrebbe occupare della ricostruzione post sisma, altrimenti il problema diventerà ingestibile”

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