Spoleto, la richiesta dell’opposizione: “Un parco giochi per la città”

SPOLETO – Un parco giochi per la città. E’ quello che chiede l’opposizione: “Mettiamo al centro chi abiterà il futuro di questa città: i piccoli cittadini! Diamo loro un adeguato spazio ludico capace di favorire le relazioni sociali e una crescita sana. Spoleto non ha mai avuto un vero e proprio parco giochi, ma solo aree verdi spesso approssimativamente attrezzate, ricavate da giardinetti, o zone arrangiate e a volte prive di adeguata manutenzione.  Costruiamo insieme un progetto vero, a misura di bambino, un luogo che sia accessibile, facile da raggiungere, servito possibilmente da parcheggi gratuiti, dotato di strutture adatte anche a bambini con abilità diverse.”
Questa la richiesta della consigliera del Partito Democratico, Carla Erbaioli, prima firmataria della mozione sul parco giochi inclusivo, firmata anche da Camilla Laureti (Laureti per Spoleto) e Luigina Renzi (Ora Spoleto).  “Invitiamo l’amministrazione ad individuare un luogo dove insediare un vero e proprio parco giochi inclusivo e studiarne quanto prima la realizzazione con strutture adatte anche a portatori di handicap. Dovrà essere anche un luogo di integrazione sociale e una sorta di palestra di educazione civica – continua la consigliera del Partito Democratico –  dove i bambini possano imparare il rispetto del verde pubblico, il valore dell’ambiente e della raccolta differenziata, attraverso giochi dedicati. Un luogo capace di stimolare la fantasia, la creatività e le relazioni fra i piccoli cittadini e tra le famiglie.”
“Con questa mozione – prosegue Carla Erbaioli – intendiamo inoltre impegnare l’amministrazione a verificare lo stato attuale delle aree gioco esistenti a Spoleto e garantirne una migliore manutenzione; adeguare progressivamente le aree pubbliche già destinate ai giochi, rendendole accessibili, man mano che si provvede alla loro risistemazione e possibilmente corredando l’installazione dei giochi inclusivi con progetti di gestione e animazione sviluppati eventualmente insieme alle associazioni e alle famiglie del territorio che si occupano di disabilità di qualsiasi tipo, affinché siano individuate strategie per rendere i parchi sempre più sicuri per ogni bambino.”

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